Antitrust: procedimento verso Alitalia su correttezza informazioni ai passeggeri

L’Antitrust ha avviato un procedimento verso Alitalia per verificare la correttezza delle informazioni fornite ai passeggeri che volano con vettori diversi ma con il simbolo della compagnia aerea italiana. Il provvedimento fa seguito all’incidente del volo della compagnia romena Carpatair Atr 72 che sabato scorso è finito fuori pista a Fiumicino durante l’atterraggio e che effettuava il volo in “subappalto” per la compagnia di bandiera. Ora l’Antitrust vuole capire “se Alitalia, nelle informazioni fornite ai passeggeri sul volo Carpatair e su tutti i voli operati in base ad accordi di partnership e di code sharing, rispetti le norme del Codice del Consumo in materia di pratiche commerciali scorrette”.Il procedimento è stato avviato sulla base di alcune segnalazioni, tra cui quella dell’associazione Codacons e da accertamenti d’ufficio eseguiti dai funzionari dell’Autorità.

L’annuncio dell’Antitrust fa seguito inoltre alla notizia che Alitalia è finita nel mirino della Procura di Civitavecchia, che ipotizza il reato di frode in commercio: i passeggeri del volo Carpatair avrebbero infatti comprato il biglietto Pisa-Roma pensando di viaggiare su Alitalia e scoprendo solo più tardi, a bordo, che si trattava di un volo operato con piloti e personale romeno. Alitalia però si difende e, afferma in una nota, “tiene a ribadire il pieno e totale rispetto della normativa IATA nei casi di vendita di biglietti per voli operati da altri vettori aerei in regime di wet lease o di codesharing, così come fanno le oltre 100 compagnie che utilizzano il wet lease e il codesharing”.

Ora a cercare di capire c’è anche l’Antitrust, che segnala come, dalle simulazioni di acquisto online effettuate, la comunicazione “Volo operato da Carpatair”arrivi solo alla terza schermata e in caratteri ridotti. L’informazione sulla compagnia che effettivamente opera il volo, afferma l’Autorità dopo aver fatto delle prove online, appare solo dopo la destinazione e l’offerta tariffaria, ed è scritta con una dicitura in caratteri ridotti. Stessa situazione per voli effettuati in partnership e code sharing con altre compagnie. In sostanza, afferma l’Antitrust, “il procedimento dovrà verificare se, in questi casi, Alitalia fornisce ai consumatori adeguate informazioni sull’identità del vettore e sulle specifiche caratteristiche del servizio offerto”.

Alla luce delle segnalazioni arrivate dai consumatori, l’Antitrust valuterà anche i comportamenti di Alitalia nella promozione del prodotto “Carnet Italia” (sei o dodici voli diretti di sola andata, al prezzo rispettivamente di 109 o 99 euro) e nella vendita di biglietti aerei relativi a più tratte. Come spiega l’Autorità,  “nel primo caso emergerebbe un’insufficiente indicazione della presenza di consistenti limitazioni all’offerta, in particolare in relazione alla possibilità di reperire voli su tutte le rotte nazionali Alitalia utilizzando i biglietti del Carnet. Nel secondo caso, a fronte  di biglietti andata e ritorno o con scali intermedi, Alitalia imporrebbe l’obbligo di utilizzo sequenziale dei tagliandi di volo (cd. no show rule) pena il diniego dell’imbarco per la tratta di ritorno o per quella successiva, senza informare adeguatamente al momento dell’acquisto delle limitazioni previste o prevedere una procedura che consenta di effettuare comunque il volo di ritorno”.

“Nei giorni scorsi avevamo chiesto alla Procura di Civitavecchia e in particolare all’Antitrust di verificare se la prassi di Alitalia di vendere biglietti senza informare adeguatamente i passeggeri quando i voli venivano operati da altre compagnie aeree, configurasse una pratica commerciale scorretta e violasse il Codice del Consumo”, spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi. L’associazione ricorda che, nell’esposto presentato all’Antitrust, denunciava il fatto che chi acquistava un biglietto Alitalia si trovasse senza informazioni o comunque “con avvisi insufficienti”, perché “imbarcato su un aeromobile che solo apparentemente risulta appartenente all’ex compagnia di bandiera, ma in realtà è operato direttamente dalla Carpatair, con piloti e assistenti di volo scelti e addestrati in Romania. Emerge – affermava l’esposto – la assoluta mancanza di trasparenza e una serie di omissioni nell’operato di Alitalia nei confronti dei passeggeri che credono di acquistare un biglietto per un volo Alitalia, perché cosi viene presentato, mentre il volo viene effettuato dalla Carpatair, con propri velivoli ed equipaggi”. Ora si attende la pronuncia dell’Antitrust.

All’apertura del procedimento da parte dell’Antitrust fa seguito a stretto giro la replica di Alitalia, che “applica esattamente le stesse regole applicate dagli altri operatori del settore”. In una nota, la Compagnia “ribadisce il pieno e totale rispetto della normativa internazionale e della regolamentazione europea nei casi di vendita di biglietti per voli operati da altri vettori aerei in regime di wet lease o di codesharing”. E spiega nel dettaglio che “nel processo di prenotazione on-line, l’informazione relativa alla compagnia, diversa da Alitalia, nei casi di voli  in wet lease e code sharing, viene fornita alla seconda schermata, che è la prima dopo la home page e poi ribadito in quella successiva, dunque sia nella schermata in cui si sceglie il prezzo che in quella con i dettagli del volo”. Alitalia, prosegue la compagnia, “ritiene utile precisare che la dicitura “Volo operato da Carpatair”, che l’Antitrust definisce “apposta con caratteri estremamente ridotti”, è in realtà di dimensione del tutto identica al resto del testo presente nella pagina di prenotazione, nella quale vengono riportati, ad esempio, informazioni concernenti  l’orario di partenza e di arrivo del volo”. E in relazione al Carnet Italia, Alitalia fa presente che tutte le limitazioni sono chiaramente indicate nel sito.

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