Archivio dei rapporti finanziari, ok (condizionato) del Garante Privacy

Il Garante privacy ha dato il via libera al regolamento attuativo dell’archivio dei rapporti finanziari, il cervellone sul quale finiranno tutte le movimentazioni bancarie dei contribuenti italiani. L’archivio dei rapporti finanziari – come scrive oggi l’edizione online de IlSole24Ore – contiene dal 2006 i nominativi dei soggetti intestatari dei conti correnti, il codice identificativo dei rapporti intrattenuti con gli operatori finanziari e le informazioni sui soggetti che hanno effettuato operazioni al di fuori di un rapporto continuativo. Dal 1° gennaio 2013, banche, Poste, Sim, Sgr, fiduciarie e assicurazioni dovranno spedire all’anagrafe tributaria i dati “sensibili” dei conti correnti e di molti altri rapporti.fiscoLe finalità del super-archivio sono quelle di potenziare la lotta all’evasione. Se al database potevano accedere in caso di indagini finanziarie Gdf e agenzia delle Entrate per rilevare i rapporti attribuibili al soggetto sottoposto a controllo, d’ora in avanti tutte le informazioni comunicate al Fisco dagli operatori potranno essere usate dall’Agenzia anche per elaborare, con procedure centralizzate, liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a verifiche.

Ritornando al via libera della Privacy, c’è da dire che si tratta di un consenso ‘condizionato’. Innanzitutto il Garante ha sottolineato l’avvertimento che  se in futuro il sistema dovesse essere utilizzato anche per altre finalita’, oltre alla definizione delle liste di contribuenti a maggior rischio evasione e al controllo delle dichiarazioni Isee, le modalita’ prescelte, dovranno nuovamente passare il vaglio dell’Autorita’ sulla privacy.

Gli altri paletti riguardano la rete di raccolta delle informazioni, un’infrastruttura interamente automatizzata messa a punto da Sogei (e’ il Sid, il Sistema d’interscambio), che dovrebbe evitare che le informazioni possano essere intercettate da chi non ha l’autorita’ per consultarle. Per i file di piccole dimensioni si potra’ usare invece il sistema di posta elettronica certificata (Pec). Altro dettaglio importante: il cervellone centrale manterra’ le informazioni sui conti correnti degli italiani per non piu’ di sei anni (lo stesso periodo richiesto per la conservazione dei dati della dichiarazione dei redditi). Superato questo limite il sistema cancellera’ automaticamente ogni file.

Un commento a “Archivio dei rapporti finanziari, ok (condizionato) del Garante Privacy”

  1. paolo ha detto:

    Sarà un sistema per tormentare i soliti noti che magari hanno qualche risparmio messo da parte con il sudore della propria fronte o dei sui genitori e dovrà giustificarsi davante ad un illustre incompetente dell’agezia delle entrate che si sentirà pari a nostro signore. I ricchi non usano conti intestati a se stessi in italia e quindi lo scopo dello strumento è più che ovvio.