Arsenico nell’acqua a Roma, Codici annuncia azione collettiva

Codici si mobilita per il caso dell’acqua all’arsenico nella aree di Roma Nord. Un incubo che i cittadini romani stanno vivendo ormai da due settimane, da quando è stata resa nota l’ordinanza del Campidoglio che vieta a circa 500 famiglie l’uso dell’acqua degli impianti di Santa Maria di Galeria, Brandosa, Piansaccoccia e Malborghetto. Tutto ciò nonostante la Asl Roma C avesse avvisato il Comune molto tempo fa, cioè a giugno dello scorso anno. Codici annuncia il lancio di un’azione collettiva per il risarcimento delle tariffe idriche.

Spiega l’associazione: “Le motivazioni del provvedimento di ordinanza per gli acquedotti Arsial si riferiscono a valori batteriologici e chimici palesemente fuori norma. A peggiorare la situazione, inoltre, è recentemente emersa anche la possibile presenza di amianto nelle tubature e negli acquedotti Arsial. L’allarme è scattato anche per la possibile contaminazione del latte negli allevamenti di Roma Nord. L’Asl RmE ipotizza l’esistenza di migliaia di mucche interessate dall’acqua contaminata”. Il pericolo, riportato dal Messaggero, è stato però ridimensionato proprio oggi. Secondo quanto riporta il quotidiano romano, infatti, la Asl esclude la presenza di arsenico nel latte prelevato dagli animali allevati nell’area: “Le analisi dell’Asl Rm E hanno evidenziato l’assenza di arsenico nel latte prelevato da animali di 10 allevamenti della zona. Lo comunica in una nota il Direttore Generale della ASL Roma E, Angelo Tanese precisando che «l’Azienda ha posto sotto controllo 10 allevamenti, inviando i campioni di latte da essi prelevati ai laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana» e aggiungendo che «i risultati delle analisi, trasmessi dal suddetto Istituto in data odierna, non hanno evidenziano la presenza di arsenico»”.

I cittadini sono inoltre alle prese con un bollette pagate come se usufruissero del servizio idrico al 100 per cento. “Sappiamo tutti quali sono i rischi per la salute derivanti dall’arsenico – commenta Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici – Ma oltre ai timori per la propria salute i cittadini si sentono anche beffati, chiedendosi: perché pagare per un servizio che non si usa? Da parte nostra stiamo portando avanti un’importante battaglia, annunciando il lancio dell’azione collettiva del Codici per il risarcimento delle tariffe idriche”.

L’associazione si sta battendo per ottenere il risarcimento delle tariffe idriche o, almeno, la sospensione delle bollette in tutti quei contesti in cui non è possibile usufruirne al 100 per cento a causa della sua pessima qualità e delle alte percentuali di arsenico disciolti in essa. Codici, inoltre, continuerà a monitorare la situazione e a pensare ad eventuali azioni legali. Si ricorda a tutti i cittadini interessati che per aderire alla class action di risarcimento è possibile contattare lo sportello legale dell’Associazione, sito in viale Einstein 34, Tel. 065571995, aperto tutti i giorni dalle 13:30 alle 17:30.

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