Aviaria, riunione UE: ok misure adottate, domani nuova valutazione

Ieri a Bruxelles si è tenuta una riunione per fare il punto sull’influenza aviaria che, ad oggi, ha colpito 3 allevamenti in Emilia Romagna. Gli esperti dell’Unione Europea hanno ritenuto   adeguate le misure di controllo adottate dall’Italia per eradicare i focolai di influenza. Il Ministro della Salute valuterà la situazione sia con le Regioni sia con le Associazioni dei produttori il prossimo 28 agosto. Intanto ieri il gruppo Eurovo ha chiesto ad alcune catene di supermercati il ritiro in via precauzionale di alcune partite di uova provenienti dall’allevamento di Mordano (Bologna).

La Commissione europea ha ratificato le misure italiane e disciplinato le movimentazioni verso gli altri Stati Membri e i Paesi Terzi di pollame vivo e uova da cova provenienti dalle aree di sorveglianza della malattia (alcuni comuni delle province di Bologna, Forli-Cesena, Ravenna,  Ferrara e Rovigo). La situazione sarà rivalutata a Bruxelles  nella prossima riunione del comitato prevista per il 10 settembre. Al momento gli allevamenti infetti sono sempre tre e i Servizi veterinari stanno portando a termine i controlli per verificare tutte le situazioni a rischio.

Queste le aree in Emilia Romagna- sulla base del parere espresso dal Comitato europeo per la catena alimentare e la sicurezza animale – che rientreranno nella zona di alta protezione sanitaria, o in quelle di sorveglianza e di sicurezza.

ZONA DI PROTEZIONE – Sono interessati i comuni di Ostellato, Mordano, Bagnara di Romagna, parte del territorio di Imola e parte del territorio di Solarolo, e Portomaggiore. In queste zone, dove sono stati individuati i focolai del virus si applicano le misure più restrittive che riguardano la soppressione dei volatili e il divieto di commercializzare partite di pollame vivo, pollame pronto da allevare, pulcini di un giorno e uova da cova, verso altri Stati membri e Paesi terzi.

ZONA DI SORVEGLIANZA – Riguarda i comune di Argenta, Comacchio, Migliarino, Migliaro, Portomaggiore, Tresigallo Castel Bolognese, Castel Guelfo, Conselice, Cotignola, Faenza Imola, Lugo, Massa Lombarda, Sant’Agata sul Santerno, la parte restante di Solarolo, la parte ristante di Imola. Queste zone sono messe sotto attenta osservazione ma le misure di prevenzione sono meno restrittive rispetto all’area di protezione.

ZONA DI SICUREZZA – Riguarda i comune di Alfonsine, Ariano nel Polesine, Bagnacavallo, Berra, Bertinoro, Brisighella, Casola Valsegno, Castrocaro, Cervia, Cesena, Cesenatico, Codigoro, Corbola, Dovadola, Forlimpopoli, Forli, Fusignano, Gambettola, Gatteo, Goro, Iolanda di Savoia, Lago Santo, Longiano, Massa Fiscaglia, Meldola, Mesola, Modigliana, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Predappio, Ravenna, Riolo Terme, Russi, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone, Taglio di Po. In questa area le autorità italiane possono autorizzare la commercializzazione di partite di pulcini di un giorno e di uova da cova, a condizione che gli Stati membri e i Paesi terzi a cui verranno inviate accettino di riceverle.

“L’Italia ha messo in campo tempestivamente ed efficacemente tutte le misure necessarie per contrastare l’espansione del virus dell’influenza aviaria e ridurre al minimo il pericolo di contagio – commenta la Cia-Confederazione italiana agricoltori – Ora bisogna continuare su questa strada, implementando i nuovi vincoli sanitari di sicurezza intorno all’area colpita dai focolai – spiega la Cia – e nel contempo ricordando sempre che non esiste in alcun modo un problema di allerta alimentare con rischi per la salute umana”.

“Mai come oggi serve evitare psicosi collettive con effetti sui consumi – continua la Cia – che minacciano di danneggiare pesantemente un settore produttivo d’eccellenza. Non bisogna dimenticare che l’Italia è il secondo produttore europeo dopo la Francia con quasi 13 miliardi di uova e 1,2 milioni di tonnellate di carni avicole. Per un fatturato totale di 5,7 miliardi di euro e circa 100 mila addetti tra dipendenti diretti e indotto. Per questo è importante definire proposte unitarie del mondo agricolo condivisibili dalle istituzioni. In questo senso, è necessario proseguire sulla linea della prevenzione, con collaborazioni di filiera tra tutti gli operatori e con la garanzia del rapido indennizzo dei danneggiati”.

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