Avvocato generale CGUE: avvocato in Spagna, ok iscrizione albo in Italia

Il semplice fatto che un cittadino scelga di acquisire il titolo di avvocato in un altro Stato membro dell’Unione europea per beneficiare di una normativa più favorevole non rappresenta un abuso del diritto. E il rifiuto di iscrivere i propri cittadini, che siano diventati avvocati in un altro Stato, nella sezione speciale dell’albo prevista per gli avvocati che hanno ottenuto la qualifica all’estero pregiudica il corretto funzionamento della competente direttiva europea. Queste le conclusioni dell’avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione europea.

L’avvocato generale Nils Wahl è stato chiamato a pronunciarsi su un caso di due italiani che, dopo aver ottenuto in Spagna il riconoscimento della laurea in giurisprudenza conseguito in Italia, si sono iscritti come «abogado ejerciente» presso l’ordine degli avvocati di Santa Cruz in Tenerife. Pochi mesi dopo hanno presentato al Consiglio dell’ordine degli avvocati di Macerata, in Italia, una domanda di iscrizione nella sezione speciale dell’albo degli avvocati riservata agli avvocati che hanno ottenuto la qualifica all’estero («avvocati stabiliti»). Le loro domande trovavano fondamento nella normativa italiana che traspone la direttiva sul diritto di stabilimento degli avvocati, la quale consente agli avvocati di esercitare in altri Stati membri con il titolo ottenuto nel loro Stato di origine. Poiché il Consiglio dell’Ordine non ha preso una decisione nei termini previsti, i due hanno fatto ricorso al Consiglio Nazionale Forense che a sua volta si è rivolto alla Corte di Giustizia per sapere se la direttiva europea osti al rifiuto dello Stato di iscrivere nell’albo gli avvocati, nella sezione speciale, per abuso del diritto.

L’avvocato generale ricorda che “lo scopo della direttiva è quello di facilitare l’esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso da quello nel quale è stata acquisita la qualifica professionale. Il diritto dei cittadini di uno Stato membro di scegliere lo Stato membro nel quale desiderano acquisire il loro titolo professionale è inerente all’esercizio, in un mercato unico, delle libertà fondamentali garantite dai trattati dell’Unione”. Per l’avvocato, la presentazione all’autorità dello Stato ospitante, in questo caso l’Italia, di un certificato di iscrizione presso l’ordine dello Stato di origine, ovvero la Spagna, è “l’unico requisito necessario per l’iscrizione nello Stato membro ospitante, che consente alla persona di esercitare la sua attività in quest’ultimo Stato membro con il suo titolo professionale di origine. È ininfluente, ai sensi della direttiva, il fatto che l’avvocato abbia la cittadinanza dello Stato membro ospitante. Il legislatore dell’Unione non ha infatti inteso consentire agli Stati membri di attuare discriminazioni alla rovescia escludendo i propri cittadini dai diritti conferiti da tale direttiva”.

Prosegue l’avvocato: “Se non è richiesta alcuna precedente esperienza per esercitare, ad esempio, come «abogado» in Spagna, non vi è ragione di richiedere una tale esperienza per esercitare con il medesimo titolo professionale («abogado») in un altro Stato membro. A tal riguardo, non può essere attribuita alcuna importanza al fatto che l’avvocato intenda approfittare di una normativa estera più favorevole o che egli presenti la domanda di iscrizione all’albo poco dopo aver ottenuto il titolo professionale all’estero”. Di conseguenza, l’avvocato ritiene che “una prassi come quella italiana possa pregiudicare, in tale Stato membro, il corretto funzionamento del sistema creato dalla direttiva e quindi compromettere seriamente i suoi obiettivi”.

Allo stesso tempo, se le Autorità, in un caso specifico, sospettano una condotta fraudolenta accertata poi da un’indagine approfondita, “non è loro precluso respingere una domanda” per abuso del diritto. La conclusione dell’avvocato è che “la direttiva sul diritto di stabilimento degli avvocati non ammette la prassi di uno Stato membro di rifiutare, con la motivazione dell’abuso del diritto, l’iscrizione all’albo degli avvocati, nella sezione speciale riservata agli avvocati che hanno ottenuto la qualifica all’estero, di cittadini di tale Stato membro che, poco dopo aver ottenuto il titolo professionale in un altro Stato membro, ritornino nel loro Stato membro di origine”.

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