TopNews / Bambini e centri estivi, Federconsumatori: tante offerte ma è stangata

Il centro estivo? Non è per tutte le tasche. Alle prese con la necessità di impegnare i bambini durante le vacanze estive, se entrambi i genitori lavorano tutto il giorno il centro estivo può essere una scelta importante ma ha un prezzo. Quale? Oltre 150 euro a settimana in un centro privato che garantisce colazione, merenda e pranzo per un tempo pieno, che possono diventare 95 euro per un orario di mezza giornata; meno se ci si rivolge a strutture comunali (in media, un tempo pieno settimanale è di 76 euro).

Il prezzo invece sale se si frequentano corsi di lingua o di sport. I numeri vengono da Federconsumatori, che spiega: “Se si considera una media di 624 euro mensili  per ogni bambino o ragazzo per le strutture private e di 304 euro per quelle pubbliche, si comprende facilmente come l’entità dei costi che le famiglie si trovano a sostenere durante le vacanze estive siano piuttosto ingenti”.

Attività ludiche e culturali, sport e lingua inglese, laboratori di pittura e teatro, contatto con la nature: le formule sono tante e i costi anche. L’indagine è stata fatta dall’Osservatorio sulle Famiglie di Federconsumatori e ha analizzato quanto costa ricorrere ai centri estivi pubblici o privati. Emerge che il costo medio settimanale è pari ad 156 euro per un centro estivo in una struttura privata (-1% rispetto al 2016). Il costo scende a 95 euro se invece i bimbi e i ragazzi frequentino il centro estivo solo mezza giornata. Bisogna considerare, inoltre, la variabile relativa al pranzo al sacco (a carico delle famiglie) oppure in mensa: qualora la famiglia provveda al pranzo al sacco e alla merenda da casa, il costo si riduce a 75 euro a bambino. Nelle strutture pubbliche i prezzi sono più bassi: il costo si aggira intorno ai 50 euro per una frequenza di metà giornata e intorno a 76 euro per il tempo pieno.

Spiega Federconsumatori: “La differenza riscontrata tra pubblico e privato è dovuta a diversi fattori: oltre alle strutture che ospitano i bambini (che per i centri estivi pubblici sono perlopiù istituti scolastici) il costo varia notevolmente anche in base alla tipologia delle attività ludiche e socio-educative svolte. Infatti, se si analizzano nel dettaglio tali attività, emerge una differenziazione di costi per ogni centro estivo: i centri estivi che offrono corsi di inglese sono prevalentemente scelti dalle famiglie che possono sostenere un costo settimanale medio di circa 262 euro per bambino (+24% rispetto al 2016), mentre i centri che propongono attività sportive, quali basket, calcio, pallavolo, prevedono un costo settimanale medio di 183 euro per bambino (+8% rispetto al 2016). Decisamente meno costosi sono i centri estivi che presentano attività all’aria aperta, in mezzo alla natura e laboratori di teatro, danza e pittura: questi ultimi hanno un costo settimanale medio di 127 euro per bambino (-18% rispetto al 2016), mentre per le giornate trascorse in fattoria o in campagna la somma si attesta intorno ai 122 euro settimanali per bambino (-12% rispetto al 2016)”. Ci sono anche delle formule giornaliere, con costi che variano da 8 euro per mezza a giornata a 21 euro per la giornata intera, per chi ha la necessità di affidare il figlio solo per qualche giorno.

La voce di spesa non è certo indifferente. Soluzioni alternative per risparmiare? Secondo l’associazione stanno nascendo “nuove forme di collaborazione” quali  “tate condivise”, che accudiscono fino a quattro  bambini e naturalmente anche la soluzione più immediata: i genitori che programmano a turno le ferie per prendersi cura dei figli.

 

Notizia pubblicata il 13/06/2017 ore 17.27

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