Benzina, al via nuova cartellonistica

Il 9 aprile scorso è entrata in vigore la prima delle misure previste dal decreto del 17 gennaio 2013 in materia di pubblicizzazione dei prezzi carburanti: si tratta del divieto di esporre nei cartelloni stradali prezzi sotto forma di sconti, spesso incomprensibili, privi di riferimenti certi, veri “specchietti per le allodole” ai limiti dell’ingannevolezza per il consumatore. A parlarne sul numero di aprile di ‘Consumatori, Diritti e Mercato’ è Gianfrancesco Vecchio, dal 4 ottobre 2012 Garante per la sorveglianza dei prezzi.

“Nessuno stop a campagne di sconto e promozionali, spesso molto apprezzate anche dai consumatori, ma un modo per far sì che tali campagne siano pubblicizzate in modo corretto e per evitare che lo sconto rispetto ad un prezzo non noto o l’enfasi su uno sconto riservato solo a specifiche categorie di utenti o a particolari situazioni, generi confusione per la generalità degli automobilisti e renda meno evidente ed immediata l’essenziale informazione circa il prezzo effettivamente praticato per la generalità dei consumatori su ciascun singolo impianto” scrive Vecchio annunciando le prossime scadenze: “ Dal successivo 24 maggio, sempre relativamente ai cartelloni stradali dei distributori di carburanti, entrerà in vigore anche l’obbligo di esposizione dei prezzi con minore evidenza della terza cifra decimale, come a suo tempo richiesto anche da alcune associazioni dei consumatori” mentre “dal 23 giugno diventerà obbligatoria l’esposizione dei prezzi secondo l’ordine dall’alto verso il basso: gasolio, benzina, GPL, metano, nonché tutte le altre disposizione contenute nel decreto relativamente ai nuovi impianti e quando si installi volontariamente nuova cartellonistica”.

Un commento a “Benzina, al via nuova cartellonistica”

  1. ermenegildo ha detto:

    Tutto il commercio e le attività che producono denaro oramai viaggiano con lo stile dei furbi,i petrolieri parlano di sconti a livello di elemosina ed hanno fatto cartello come le banche le assicurazioni e via dicendo per cui una vera azione riformatrice e di controllo da parte dell’antitrust non esiste.E’ L’ITALIA DEI FURBI E NON DEGLI ITELLIGENTI