Benzina, ancora aumenti: Eni oggi a 1,9 euro/litro

Prossima fermata: 2 euro. Il percorso della benzina è inarrestabile, nonostante si parli ormai quotidianamente di aumenti insostenibili. Sono sempre di più gli italiani che abbandonano la propria auto per spostarsi con i mezzi pubblici; si stima che per queste vacanze di Pasqua saranno in pochi a mettersi in viaggio e, comunque, si sceglieranno mete vicine. I consumi dei carburanti non riprendono, ma le compagnie continuano a ritoccare i listini all’insù. Oggi Eni si porta a quota 1,9 euro netti per un litro di verde.

Il monitoraggio di Staffetta Quotidiana registra rialzi anche per Esso, IP e Shell: la prima applica un aumento di 0,6 centesimi al litro sulla benzina, portandosi a 1,898 euro/litro, IP e Shell aumentano il prezzo di 0,5 centesimi, e si portano rispettivamente a 1,908 euro/litro e 1,903 euro/litro. Aumenta quindi la media ponderata nazionale dei prezzi della benzina: in modalità servito, questa mattina, è a 1,897 euro/litro, con punte di 1,982 al Centro. Fermi il diesel a 1,783 euro/litro e il Gpl a 0,884 euro/litro in media nazionale, mentre è in lieve aumento il metano a 0,959 euro/kg. Le no-logo restano competitive sulla benzina, in aumento il diesel.

Secondo Coldiretti ormai un pieno di benzina, che per un’ auto di media cilindrata raggiunge i 95 euro, supera la spesa media per il pranzo di Pasqua. Infatti ci troviamo di fronte ad un aumento annuale del 18,6% sull prezzo della benzina e del 22,5% sul diesel, mentre gli alimentari sono aumentati del 2,8%, con flessioni per il pesce fresco di mare di – 1,3% e di -2,4% per le verdure fresche. Coldiretti sottolinea un altro effetto del caro-benzina: il cambiamento delle mete turistiche. Si evitano lunghi spostamenti e si scelgono le gite fuori porta. Coldiretti stima che circa 200.000 italiani trascorreranno le vacanze di Pasqua in agriturismo, in una delle ventimila strutture presenti sul territorio nazionale. Per scegliere la vacanza in agriturismo è possibile consultare le guide specializzate come “Agriturismo” che raccoglie le aziende associate a Terranostra o ricercare su internet dove è presente il sito www.campagnamica.it con una selezione di quasi 1.500 agriturismi divisi per tipo di ospitalità, collocazione geografica, prezzo e servizi offerti.

Anche il Codacons sottolinea i pesanti effetti del caro-benzina sulle vacanze di Pasqua degli italiani. “Rispetto allo stesso periodo del 2011, per un pieno di carburante si spendono oggi mediamente 17,5 euro in più, con un rincaro del 23% – spiega il Presidente Carlo Rienzi – I livelli oramai insostenibili dei listini di benzina e gasolio e gli aggravi di spesa che ne conseguono stanno modificando le abitudini degli italiani, e le conseguenze si faranno sentire già a partire da questa Pasqua”. Il Codacons stima cali fino al 20% del numero di cittadini che si metteranno in viaggio in auto durante le feste pasquali e nei prossimi ponti. Chi deciderà comunque di muoversi sceglierà mete vicine e facilmente raggiungibili in automobile. 

Federconsumatori e Adusbef chiedono di bloccare questa corsa inarrestabile che porta una spesa mensile di oltre 190 euro per fare due pieni. Questo vuol dire che la spesa per 2 pieni di benzina equivale a circa metà di quanto una famiglia media dovrà pagare per l’IMU. “Una situazione drammatica, che inciderà pesantemente anche sull’andamento delle partenze in occasione della Pasqua – dichiarano i due Presidenti delle Associazioni Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti che ribadiscono l’urgenza di realizzare il meccanismo dell’accisa mobile, che prevede una diminuzione automatica dell’accisa quando aumenta l’IVA sul prezzo industriale della benzina a causa del petrolio. “Strumento essenziale, in grado di riequilibrare la tassazione – precisano Trefiletti e Lannutti – Inoltre è necessario, da un lato disporre controlli e verifiche sui meccanismi speculativi (a partire dalla doppia velocità) e, dall’altro, agire con determinazione in direzione della modernizzazione e della completa liberalizzazione del settore. Ovviamente, in questo scenario, è impensabile e sarebbe da irresponsabili aumentare ulteriormente l’IVA da settembre”.

Intanto è di oggi la notizia di una frode nell’erogazione di carburante da parte di alcuni distributori stradali a Roma. La scoperta è del Comando provinciale della Guardia di finanza di Roma che ha sequestrato 22 colonnine e 52 pistole erogatrici di carburante, che risultano manomesse. Denunciate 8 persone. L’operazione – ribattezzata dagli investigatori “BLACK FUEL” – rientra nell’ambito della vasta campagna di controlli nei confronti degli impianti stradali di distribuzione di carburanti che, dall’inizio dell’anno, vede impegnati tutti i Reparti del Comando Provinciale di Roma in accertamenti volti al riscontro del rispetto della normativa in materia di disciplina prezzi, del corretto funzionamento degli strumenti di erogazione nonché della disciplina fiscale di settore, a tutela degli utenti e degli operatori rispettosi della legge.

La Faib Confesercenti condanna con fermezza gli episodi di scorrettezza rilevati. “In un momento così difficile per  la vita economica del Paese, con le famiglie che faticano a giungere a fine mese e gli stessi gestori in grandissima difficoltà per la contrazione delle vendite, arrivata in marzo a quota -25%, la categoria, pur attraversata da  molteplici problemi, sta dando segnali di correttezza e di esemplarità – si legge in una nota – I comportamenti scorretti di qualcuno vanno perseguiti perché non possono rovinare la grande prova di sacrificio e serietà che la categoria nel suo complesso sta fornendo”.

Massima fiducia nelle autorità di controllo da un lato, ma dall’altro lato si sottolinea il momento difficile che stanno vivendo i gestori con una perdita secca del proprio reddito, a differenza delle compagnie, i cui introiti sono garantiti dalle continue variazioni dei prezzi. “Se la crisi dei consumi  da una parte e la corsa del caro carburanti dall’altra non saranno fermati la situazione sulla rete vendita potrebbe andare incontro a forti tensioni – conclude la nota – Il Governo, dunque,  intervenga realizzando  subito il mercato all’ingrosso e garantendo il rinnovo dei contratti che le compagnie si rifiutano di trattare con le associazioni dei gestori“.

 

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