Benzina, con i cartelli in autostrada si risparmiano 15 milioni di euro all’anno

Secondo uno studio dell’Università Bocconi, gli utenti delle autostrade italiane risparmiano 15 milioni di euro l’anno grazie alle indicazioni dei prezzi forniti dai cosiddetti “benzacartelloni”, alla cui realizzazione partecipò anche l’Adoc come membro della Consulta per la sicurezza e la qualità del servizio di Autostrade per l’Italia. Ma gli italiani pagano ancora di più dei “colleghi” europei: in Italia la spesa per la benzina incide per il 10% sul reddito, mentre la media UE è del 6%.

benzinaIl servizio informativo dei benzacartelloni, che fu inaugurato nel luglio del 2007, riporta i prezzi di benzina e gasolio delle successive 4 aree di servizio; la compagnia che pratica il prezzo più basso riporta vicino al proprio logo un semaforo verde, chi vende carburante al prezzo più alto o si rifiuta di comunicarne l’importo viene contraddistinto dal semaforo rosso.

“Siamo orgogliosi che i benzacartelloni, ideati da noi Associazioni dei consumatori e Autostrade, permettano agli automobilisti di poter veramente risparmiare sui carburanti, soprattutto in un momento delicato come l’attuale – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – Una boccata d’ossigeno per i consumatori, che ancora oggi, nonostante il crollo dei listini del petrolio e il relativo ribasso dei costi di benzina e diesel, pagano molto in rapporto ai concittadini europei. In media, difatti, in Italia si spende il 22,4% in più della media europea, con punte fino al 37,8% di differenza con la Spagna. Mettere il pieno costa di più solo in Norvegia (+4,5% rispetto all’Italia) e in Olanda (+1,3%)”.

Notevoli le differenza con altri Paesi: in Germania un litro di verde costa il 21,4% in meno, con la Gran Bretagna la differenza è del 10%, con la Francia è del 25,4%. Ma quello che più colpisce è quanto effettivamente pesa sul portafoglio la spesa per i carburanti. Considerando il reddito medio netto, la spesa per la benzina in Italia incide sul 9,8% del reddito. Praticamente poco meno del 10% dello stipendio se ne va al distributore. Sensibile la forbice con il resto d’Europa: in Germania i carburanti impegnano il 4,8% del reddito, in Francia il 5,8%. Mediamente in Europa l’impatto sul reddito è pari al 5,9%. Il 3,9% in meno dell’Italia, pari a oltre 300 euro l’anno.

Se a queste spese sommiamo anche quelle per l’Rc Auto, il peso diventa straziante per le famiglie. Negli ultimi 5 anni il divario medio tra i costi di una polizza italiana e una europea è stato del 25-30%. Mentre in Italia l’impatto sul reddito della RCA si attesta al 3,2% su base annua, mediamente in Europa l’impatto è solo dell’1,8%. In ultimo il bollo. Il pagamento del bollo auto incide profondamente nell’economia delle famiglie. Considerando che l’età media di un’auto si è allungata fino ai 10 anni, per saldare le rate del bollo auto una famiglia spende in media 2440 euro per ogni vettura posseduta. Una somma pari al 12,6% di quanto speso per l’acquisto, senza contare la svalutazione del mezzo. Sono cifre importanti, che pesano nei bilanci degli italiani. Crediamo che una soluzione sia quella di prevedere il dimezzamento dell’importo del bollo auto dopo 5 anni di possesso e il totale annullamento dopo 10 anni di vita della vettura.”

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