Benzina e diesel, oggi nuovi record

La corsa dei carburanti è ormai senza fine. Questa settimana si apre con un nuovo record per benzina e diesel, che per la Shell toccano rispettivamente 1,865 euro al litro e 1,780 euro al litro. Le associazioni dei Consumatori denunciano le ripercussioni sui consumi e le ricadute che si avranno quando il prezzo toccherà quota 2 euro al litro per la benzina e 1,80 euro al litro per il gasolio. Una possibilità che sta diventanto sempre più vicina.

Come evidenzia questa mattina Staffetta Quotidiana, la settimana scorsa si è chiusa con l’ennesimo rialzo della quotazione della benzina e, quindi, con l’ennesimo record storico, agevolato dal nuovo arretramento dell’euro sul dollaro. Sul mercato del Mediterraneo mille litri di benzina costavano venerdì 654 euro per mille litri (+6), mentre il gasolio fa registrare un lieve aumento, su livelli alti ma non record: 686 euro per mille litri (+3).

Aumentano anche i prezzi alla pompa: le media nazionali del servito sono oggi di 1,849 euro/litro per la benzina (+0,2 centesimi al litro) e di 1,766 euro/litro (+0,3 centesimi) per il gasolio. Gpl Eni fermo a 0,864 euro/litro in media nazionale, metano a 0,957 euro/kg in media. Fra sabato e domenica hanno ritoccato al rialzo i listi Esso, Q8, Shell e TotalErg.

Non bisogna dimenticare però le punte di prezzo, che in alcune aree del paese sono ben superiori alla media. Secondo Federconsumatori e Adusbef, “con la nuova settimana giungono anche i nuovi record dei carburanti. La benzina si attesta a 1,87-1,88 euro al litro, ma in alcune aree i picchi hanno raggiunto anche 1,96 euro al litro, secondo quanto emerge dalle segnalazioni dei cittadini. Il gasolio, invece, ha raggiunto ben 1,78 euro al litro”.

Le due associazioni calcolano che, per due pieni di benzina al mese, dall’inizio dell’anno gli automobilisti pagano già 18 euro in più, e che le ricadute in un anno sono pari a 40 giorni di spesa alimentare. “Cifre e rincari insostenibili, che si faranno davvero allarmanti se, come si prospetta in colpevole mancanza di interventi urgenti, il prezzo della benzina arriverà a 2 euro al litro”, sostengono Federconsumatori e Adusbef, che tornano a chiedere l’applicazione dell’accisa mobile e lo stop all’annunciato aumento Iva.

Per il Codacons la crescita “fuori controllo” dei prezzi dei carburanti è ormai un’emergenza nazionale e agli automobilisti non resta che andare a pieni. “I cittadini – commenta l’associazione hanno una sola arma di difesa: ridurre il più possibile l’utilizzo delle automobili”. La stangata stimata dall’associazione è già di 327 euro annui per ogni automobilista.

Secondo Asso-Consum molti cittadini stanno già rinunciando all’auto propria e un numero sempre crescente si sta rivolgendo al car pooling, la condivisione della vettura con altre tre o quattro persone per abbattere i costi. Le richieste e le offerte di passaggi in auto sarebbero triplicate negli ultimi due anni: se a febbraio del 2010 erano 29.000, nello stesso mese del 2012 hanno superato quota 100.000.

E a pesare non sono solo gli aumenti diretti: bisogna considerare che gran parte delle merci in Italia viaggia su gomma. Coldiretti stima che il prezzo del pieno per una automobile media (50 litri) ha ormai superato i 93 euro per effetto dell’aumento del prezzo della benzina, mentre il nuovo record del gasolio per l’autotrasporto ha un effetto valanga sulla spesa in un Paese dove l’88 per cento delle merci viaggia su strada. Un litro di benzina non solo costa più di un chilo di arance o di un litro di latte fresco. Benzina, trasporti e logistica incidono per circa un terzo sui costi della frutta e della verdura. Quello che tutti temono è dunque una cascata al rialzo di tutti i prezzi.

Il carrello della spesa è già più caro di 200 euro secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori, per la quale “il livello spropositato raggiunto dai prezzi dei carburanti porta a contraddizioni eclatanti nei bilanci familiari, in cui la voce “auto e bollette” ha superato la voce “alimentari”: già nell’ultimo anno ogni famiglia italiana ha speso 470 euro al mese per trasporti, carburanti ed energia contro i 467 euro per cibo e bevande”. Si rischia dunque una nuova contrazione dei consumi alimentari, senza considerare la tendenza al rialzo dei prezzi: le ricadute sui listini alimentari degli ultimi aumenti dei carburanti già superano i 200 euro in termini annui.

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