Benzina, i prezzi vanno giù. Dal Governo un decreto ‘taglia accise’

Eni oggi ha tagliato il prezzo raccomandato di benzina e diesel rispettivamente di 2,5 e 2 cent euro/litro. Adesso si attendono le contromosse degli altri operatori, anche se il continuo crollo dei mercati internazionali (ieri i due prodotti hanno perso rispettivamente altri 39 e 30 dollari) mantiene ampi spazi di ulteriori interventi al ribasso.  Per ora anche Tamoil mette mano ai prezzi ma solo sul diesel (- 0,5 cent). E’ quanto si legge nel quotidiano monitoraggio di QE secondo cui i prezzi praticati sul territorio sono in evidente discesa, con le no-logo che guidano il calo.

Più nel dettaglio, a livello Paese, secondo quanto risulta in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per il Servizio Check-Up Prezzi QE, il prezzo medio praticato della benzina (sempre in modalità “servito”) va oggi dall’1,906 euro/litro di Eni all’1,922 di Tamoil (no-logo in forte discesa fino a 1,787). Per il diesel si passa dall’1,803 euro/litro ancora di Eni all’1,808 di IP e Q8 (no-logo in calo a 1,690). Il gpl infine è tra 0,802 euro/litro di Esso e 0,818 di Eni (no-logo a quota 0,795).

Intanto c’è attesa per il decreto taglia accise che sarebbe allo studio del Governo. Stamattina il sottosegretario allo  Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, parlando in una trasmissione radiofonica ha confermato la notizia: “Col ministero dell’Economia stiamo studiando un meccanismo che consenta di intervenire piu’  tempestivamente sulla riduzione delle accise sui carburanti”. Sui tempi nessuna certezza: “Non so – ha detto il Sottosegretario – se questo meccanismo sara’ gia’ nel decreto Sviluppo ma stiamo  lavorando con tempi stretti”.

Per il Codacons è singolare che dei super professori abbiano ancora bisogno di studiare, specie considerato che i super tecnici del ministero questo famoso meccanismo lo stanno studiando da 10 anni a questa parte. Se desiderano l’associazione di consumatori è disponibile a fornire loro un corso gratuito, una full immersion, per illustrare un meccanismo che sterilizzi l’aumento dei prezzi dei carburanti quando si supera la soglia di 1,90 euro al litro per la benzina e 1,80 euro per il gasolio, senza che lo Stato ci rimetta in termini di gettito, ma semplicemente rinunci ad un ulteriore guadagno.

Apprezzamenti da parte del Partito Democratico che “da mesi chiede l’applicazione del meccanismo dell’accisa mobile per abbassare il prezzo dei carburanti utilizzando il maggior gettito dell’Iva procurato dall’impennata del prezzo industriale”. Antonio Lirosi,  responsabile Consumatori e Commercio del Pd, nella nota diffusa oggi rilancia anche i dati resi noti ieri su uno studio della Commissione Ue secondo cui l’Italia è il Paese Ue in cui la benzina è più cara: “Ci auguriamo quindi che il governo assuma davvero questa decisione e faccia decorrere la riduzione delle accise dal primo ottobre, sia per contrastare la ripresa inflazionistica in atto, sia per dare un sollievo alle famiglie, le imprese e il sistema dei trasporti che, da diversi mesi, stanno subendo un onere aggiuntivo diventato insostenibile per i loro bilanci. Ci sono le condizioni. Per i prossimi tre mesi e’ possibile ridurre prudenzialmente le accise di almeno tre centesimi al litro senza nuovi oneri per lo Stato. Sarebbe, tra l’altro, la stessa riduzione decisa dal governo francese” ha concluso Lirosi.

Plaude anche Adiconsum sostenendo, tuttavia, che anche le compagnie petrolifere dovrebbero “fare la propria parte, riducendo, laddove ne sussistano i margini, il prezzo alla pompa”.

Più critici Federconsumatori e Adusbef secondo cui “il meccanismo progettato dal Governo non è ancora sufficiente. Facendo diminuire l’accisa quando il costo delle quotazioni internazionali di benzina e diesel aumenta, vuol dire assorbire semplicemente i nuovi aumenti dell’IVA. In questo modo il conto alla cassa, per gli automobilisti, rimane invariato. Il problema vero è che, visti i prezzi ormai elevatissimi dei carburanti, è indispensabile intervenire in maniera molto più incisiva e radicale” hanno dichiarato Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti aggiungendo che “non basta sterilizzare la tassazione per evitarne ulteriori aumenti: bisogna far scendere i prezzi che, a questi livelli, stanno strozzando la nostra economia”.

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