Benzina, prezzi in calo. Tutto pronto per gli sconti week end

Qualcosa si è mosso. Le iniziative dei principali gestori di carburante, Eni in testa, che hanno animato lo scorso week end a colpi di ‘scontoni’ sembrano aver  messo in moto quel meccanismo virtuoso, molto spesso auspicato, in cui è la concorrenza a farla da padrona. Le rilevazioni effettuate dal ministero dello Sviluppo economico parlano chiaro. Per la benzina, a fronte di un ribasso delle quotazioni all’ingrosso “Platts” di 1,4 centesimi per litro (-2,3 centesimi settimana 4-11 giugno; +0,9 centesimi settimana 11-18 giugno) il prezzo della benzina alla pompa, che include la maggiorazione dell’accisa, è calato complessivamente di 2,3 centesimi. Calo ancora più sostenuto per quanto riguarda il gasolio. Se nelle ultime due settimane la quotazione “Platts” è infatti calata di 0,8 centesimi per litro, il prezzo alla pompa del gasolio, accisa inclusa, è diminuito di 2,9 centesimi.

Alla pompa, i prezzi medi rilevati questa mattina da Staffetta Quotidiana si attestano a 1,801 euro/litro per la benzina e il diesel a 1,694 euro/litro (-0,7 euro/litro). Fermo il Gpl a 0,789 euro/litro, metano in lieve calo a 0,964 euro/kg (-0,1 centesimi).

Eni, in particolare si prepara al suo secondo week end di promozioni, riducendo i prezzi della benzina e del gasolio di 2 centesimi al litro, portandoli rispettivamente a 1,795 euro/litro e 1,683 euro/litro.

In ogni caso si è ancora lontani dalla media dei prezzi europei. Il sito di approfondimento economico e finanziario economyonline.it, infatti, rileva che oggi in Italia per un pieno di benzina (o gasolio) bisogna spendere molto di più di quanto occorra in Germania (1,58 euro la benzina e 1,44 euro il gasolio), Spagna (rispettivamente 1,36 e 1,29 al litro) e Portogallo (1,65 e 1,443). Insomma l’Italia si colloca in testa alla classifica dei paesi europei con i carburanti più cari alla pompa, un fattore che incide anche sul costo di molti prodotti di prima necessità come i generi alimentari.

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