Bond Argentina e titoli Birs, vittoria in appello di Confconsumatori

La Corte d’appello di Firenze ha condannare un Istituto di credito a restituire ad una coppia di risparmiatori assistiti dalla Confconsumatori oltre 1 milione di euro che avevano investito in obbligazioni argentine e in titoli Birs. In particolare, la Corte d’Appello relativamente all’acquisto dei titoli argentini, ha ritenuto la nullità degli ordini per difetto di forma a causa della mancanza del contratto generale d’investimento. Circa l’altra operazione, titoli Birs il giudice d’appello ha condannato l’Istituto al risarcimento del danno, corrispondente alla differenza tra capitale investito e l’importo riscosso, per essere mancate le necessarie informazioni su titoli pericolosissimi, in quanto incorporanti derivati.

Un’altra sentenza decisivacommenta l’avv. Giovanni Franchi, legale Confconsumatori, che ha difeso in giudizio la coppia di investitori insieme all’avv. Piero Catelani, di Confconsumatori Firenze – perché dimostra che le Corti d’appello sono pronte a correggere i molteplici errori commessi dai Tribunali in questa materia. Purtroppo spesso i risparmiatori non proseguono nel giudizio a causa delle ingentissime spese connesse ad una causa di questo tipo». Per quanto riguarda la decisione «É soprattutto importante – aggiunge l’avv. Franchi – che si sia tenuto conto, benché la circostanza non fosse stata dedotto in primo grado, della mancanza del contratto generale d’investimento, mancanza che, a dispetto dell’art. 23 TUF, può essere rilevata anche d’ufficio e in secondo grado, se prima non dedotta, quando il suo accertamento produca, come nella specie, effetti favorevoli al consumatore”

Un commento a “Bond Argentina e titoli Birs, vittoria in appello di Confconsumatori”

  1. francesca ha detto:

    Qualcuno ha informazioni circa le normative Consob in merito ai bond argentina acquistati nel 1996, quando non era ancora obbligatorio il contratto informativo?
    Grazie.Francesca