Bullismo, Miur e Camera dei Deputati siglano protocollo per i diritti di internet

Un Piano nazionale, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per prevenire e combattere il bullismo e il cyberbullismo in classe. L’iniziativa è stata lanciata ieri pomeriggio dal Ministro Stefania Giannini in occasione della firma del Protocollo d’Intesa con la Presidente della Camera Laura Boldrini, al teatro Palladium, a Roma. Bullismo e cyberbullismo contano ogni anno un numero enorme di giovani, spesso giovanissime, vittime: almeno un caso al giorno, dice Telefono Azzurro nel suo Dossier 2016. L’associazione mette in evidenza che si tratta solo della punta di un iceberg con una base molto più profonda e ampia. A preoccupare è anche l’età dei protagonisti di fatti di violenza fisica e psicologica: bambini sempre più piccoli, anche di 5 anni. Bullismo a scuola e nei luoghi di aggregazione, ma anche virtuale e online. Le richieste d’aiuto per cyberbullismo sono infatti il 10% del totale e coinvolgono più di una ragazza su 6.

Ieri pomeriggio, davanti ad una platea di circa 300 persone, tra cui molti ragazzi e ragazze, Flavia ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia, quella di una bambina, prima, e di un’adolescente, dopo, presa in giro tutti i giorni da un compagno un po’ troppo vivace e prepotente. Lo zaino sporcato, le matite e le penne rotte, l’astuccio distrutto, fino ai falsi profili sui social network. Un mix che, perpetrato per lungo tempo, può rendere davvero difficile la vita di una vittima.

La scuola può dare tanto ai ragazzi, sia in termini di conoscenze, sia soprattutto sul piano delle relazioni. Per questo il Ministero ha sentito forte il dovere di intervenire su questo fenomeno cercando di diffondere il più possibile la cultura del rispetto”, ha commentato il Ministro Giannini. “La scuola deve dare ai ragazzi soprattutto la capacità di scegliere sempre e comunque”, ha poi spiegato il Ministro, “Adesso noi vogliamo dare gli strumenti perché questa capacità di scelta possa orientarli nella selezione di ciò che è positivo o negativo, educando al rispetto dell’altro e a una buona cittadinanza digitale”.

Il Dott. Giuseppe Pierro, della Direzione Generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione, ci ha spiegato che il documento sottoscritto dal Miur e dalla Presidenza della Camera “servirà a portare avanti l’opera di sensibilizzazione. L’impegno preso con la Camera dei Deputati è che alcuni rappresentanti della Commissione sulle nuove tecnologie si metteranno a disposizione per realizzare delle visite negli istituti scolastici, partendo dalle grandi città ma cercando di raggiungere il maggior numero di centri possibile, al fine di spiegare ai ragazzi che senso ha una Carta e cominciare a far passare l’idea che su internet ci sono sia i diritti, sia i doveri da rispettare”.

Come si intende procedere nel concreto? “In questo Piano abbiamo proposto una serie di iniziative. Il senso è dare alle scuole delle risorse, anche finanziarie, con le quali esse potranno ideare e realizzare i loro progetti in sinergia con le associazioni del loro territorio. L’obiettivo è quello di realizzare progetti che non rimangano solo nelle mura della scuola ma che si possano allargare anche a tutto il territorio”, precisa Pierro.

Il Piano nazionale prevede infatti uno stanziamento 2 milioni di euro per l’anno scolastico in corso che verranno assegnati alle scuole attraverso una call to action. Tra le azioni previste dal Protocollo anche iniziative di formazione per i docenti e la progettazione di azioni finalizzate a sensibilizzare i ragazzi ad una riflessione sull’uso corretto della rete. Dalla Giornata nazionale contro il bullismo a scuola, alla formazione degli insegnanti, dal concorso per gli studenti al format tv: sono alcune delle 10 azioni previste dal Piano nazionale del Miur contro il bullismo e il cyberbullismo.

Quanto è importante per iniziative di questo tipo la sinergia con le associazioni della società civile? “Oggi abbiamo visto un chiaro esempio di quello che significa per noi collaborare su questi temi con il terzo settore e il privato sociale”, sottolinea Pierro. “È importante che si crei questa questa alleanza. Il modello di progetto “Generazioni Connesse” ha al suo interno proprio le istituzioni e una serie di enti che possono collaborare insieme. Su un tema come questo fare rete è fondamentale. Le istituzioni hanno il dovere sia di mettere a disposizione risorse ma anche di diventare il supporto per enti e associazioni che tutti i giorni impegnati su questo tema. È uno scambio che può funzionare bene”. Da tre anni a questa parte, infatti, più di 80mila ragazzi sono stati coinvolti nel programma Generazioni Connesse che, grazie all’azione di una numerosa e consolidata cordata di associazioni, istituzioni e mondo accademico, porta avanti una campagna di sensibilizzazione e approfondimento per prevenire e il più possibile il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. 

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