Buoni fruttiferi postali, Codici: spot accattivante, ma la realtà è diversa

Non è un buon momento per i risparmiatori, spaventati da quello che è successo alle vittime del salva-banche. Proprio in questi giorni Poste Italiane ha rilanciato la campagna pubblicitaria sui buoni fruttiferi, sottolineando come siano “i più ricercati dai cacciatori di certezze”. Ma Codici avverte: “la realtà finora è stata ben altra”. Continua la campagna per risarcire i risparmiatori che al momento del riscatto del buono postale si sono visti liquidare una domma inferiore a quella prevista.La storia dei buoni fruttiferi postali decurtati per gli effetti retroattivi di un decreto ministeriale è ormai nota. Ce ne siamo occupati più volte e le Associazioni dei consumatori hanno raccontato diverse storie di risparmiatori che, al momento del riscatto di alcuni buoni fruttiferi alcuni buoni emessi tra il 1974 e il 1986, si sono ritrovati con rendimenti dimezzati. Come se non bastasse, Poste Italiane ha anche cercato di far firmare delle liberatorie in cui si attestava che non si pretendeva altro denaro oltre quello accordato da decreto ministeriale. E nei casi in cui l’utente ha chiesto di apporre la dicitura in base alla quale si accettava la somma erogata “con riserva di verifica”, gli operatori dell’ufficio postale hanno negato la riscossione del buono.

“Visti i trascorsi, dubbi e perplessità sono legittimi da parte dei cittadini – commenta Ivano Giacomelli dil Codici – La nostra campagna per l’azione risarcitoria prosegue e chiunque riscontri incongruità sulla liquidazione  dei buoni può rivolgersi a noi”.

Comments are closed.