Buoni fruttiferi Postali, Codici segnala spot all’Antitrust

Codici segnala all’Antitrust lo spot di Poste Italiane sui buoni fruttiferi per pubblicità ingannevole. Lo spot televisivo e radiofonico dice: “Se oggi c’è una certezza, chiamala buono fruttifero Postale”. “Da tempo avvisiamo i cittadini del grande bluff che ruota attorno ai buoni fruttiferi Postali – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – I buoni, infatti, stanno creando non pochi malumori ai cittadini che, calcoli alla mano, si vedono corrispondere da Poste importi nettamente inferiori a quanto dovuto”.

La storia a cui si riferisce Giacomelli risale a diversi mesi fa, quando l’Associazione ha più volte denunciato il fatto che Poste Italiane, al momento dell’incasso dei buoni fruttiferi, fa firmare ai clienti (in tanti si sono rivolti al Codici) alcune liberatorie in cui si attesta che non si pretende altro denaro oltre quello accordato da decreto ministeriale. Ma diversi consumatori, alla scadenza dei buoni fruttiferi Postali, si sono trovati con un importo inferiore rispetto agli interessi indicati sulla tabella posta sul retro del buono. Ai fini del calcolo, infatti, viene applicata non la tabella riportata sul buono, ma un decreto ministeriale del 13 giugno 1986 che stabilisce tassi di interesse inferiori a quelli indicati sul buono, ritenuti applicabili anche a serie di buoni emessi prima della sua entrata in vigore.

“Tale interpretazione è errata – scrive il Codici – come sancito dalla Suprema Corte di Cassazione e dall’Arbitro Bancario Finanziario, che riconoscono la prevalenza delle condizioni di conteggio riportate sul buono e la non applicabilità del decreto. Nonostante l’errata interpretazione del decreto, Poste Italiane sembra stia rimborsando almeno 20% in meno delle somme dovute, ritenendo che le condizioni riportate nella parte posteriore del buono non abbiano valore perché superate da quelle del decreto ministeriale.

“Ed oggi la pubblicità televisiva e radiofonica che li descrive non sembra in alcun modo accennare a tali problematiche, anzi, tutto il contrario – aggiunge Giacomelli – Per questo motivo abbiamo inviato una segnalazione all’Antitrust, che dovrà valutare se la promozione sia o meno ingannevole”. La parola “certezza” usata nello spot in riferimento ai buoni fruttiferi Postali, secondo il Codici appunto, non è giusta visto che molti consumatori al momento dell’incasso si sono trovati con cifre inferiori a quanto aspettato. Più che altro si dovrebbe parlare di (spiacevoli) sorprese! “In tal modo non si inducono i consumatori a pensare ad un investimento che porta ad un guadagno più sicuro di quanto risulta nella realtà?” si chiede l’Associazione che invita i titolari di buoni in scadenza a rivolgersi allo Sportello legale del Codici prima di incassare oppure per avviare le azioni legali per risarcire i cittadini delle somme che ancora non sono state corrisposte (E-mail: segreteria.sportello@codici.org, Tel: 065571996 (tutti i giorni dalle 13:00 alle 17:00).

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