Cancro, AIOM: sui social è la patologia più citata. Medici: utili per prevenzione

Il cancro si batte anche sui social. Twitter e Facebook sono infatti diventati veri e propri luoghi di incontro per chi si trova a dover affrontare la malattia: luoghi dove, tra un tweet e un post, si esorcizzano i timori, ci si confronta con gli altri e si prende forza dalla condivisione. Per i pazienti oncologici insomma i social network sono uno strumento per fare comunità. In Italia, quasi il 50% delle pazienti con tumore alla mammella ricorre ai “social” proprio per condividere l’esperienza della malattia. Uno studio, realizzato lo scorso anno dalla Società Europea di Oncologia Medica (ESMO), ha analizzato più di 6.000 tweet relativi al tumore del seno (3.703 tweet originali e 2.638 retweet), scoprendo che la grande maggioranza di essi è costituita dal racconto della propria esperienza di paziente, seguiti dai temi di advocacy (sostegno). La maggior parte (44,5%) dei sottotemi, inoltre, è relativa alla prevenzione.

“I social network possono diventare armi importanti nella lotta contro i tumori”, spiega Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar. “Le potenzialità aggregative di questi strumenti consentono di allargare la rete degli utenti (non solo medici, ma anche pazienti e cittadini) fino a coinvolgerli direttamente nelle attività della società scientifica, favorendo così la loro diffusione virale”.

Da non sottovaluta, inoltre, la funzione che i social network possono svolgere per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di assumere stili di vita sani che rappresentano il primo step della prevenzione. “Instagram, ad esempio, può essere utilizzato per informare sull’importanza della prevenzione oncologica i più giovani, meno presenti su Facebook e Twitter”, afferma Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM.

Essere presenti sui social e dare, attraverso di essi, informazioni certificate e di qualità può essere insomma un modo per contrastare il fenomeno delle fake news. Il medico quindi non perderà la sua autorevolezza e professionalità solo perché parla attraverso un social, al contrario avrà la possibilità di potersi rivolgere ad un’ampia platea che necessita di informazioni chiare e spiegate in maniera semplice da specialisti accreditati.

Grazie ai progressi fatti dalla medicina, oggi si può guarire da molte forme tumorali “è quindi responsabilità dei media, e non solo dei clinici, far conoscere ai cittadini i progressi ottenuti, adottando stili di comunicazione sobri, chiari e obiettivi”, dichiara Roberto Bordonaro, Segretario nazionale AIOM. “Occorre dare speranza senza nel contempo alimentare illusioni, perché queste ultime rischiano di incrinare la fiducia della comunità nei confronti delle scienze oncologiche e delle istituzioni sanitarie nel loro complesso, cosa che, in un Paese che vive purtroppo una grave crisi di valori, non possiamo proprio permetterci”.

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