Carburanti, Antitrust al Governo: urgente banca dati dei prezzi alla pompa

È urgente la creazione di una banca dati dei prezzi alla pompa per aumentare la concorrenza nel settore dei carburanti. Una banca dati con tutti i prezzi dei carburanti praticati dai singoli impianti permetterebbe ai consumatori di scegliere dove rifornirsi al prezzo più basso. E si dovrebbero prevedere misure di verifica dell’attendibilità dei dati comunicati dai gestori, anche attraverso le informazioni degli stessi consumatori. È quanto chiede il presidente dell’Autorità Antitrust Giovanni Pitruzzella in una segnalazione inviata al presidente del Consiglio Mario Monti e al Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera.

Nella segnalazione si legge che “l’Autorità ha sempre ritenuto la pubblicazione dei prezzi praticati alla pompa per singolo punto vendita un elemento di forte stimolo concorrenziale nel settore della distribuzione carburante. Ad avviso dell’Autorità, pertanto, la mancata realizzazione di una banca dati istituzionale, che raccolga e pubblicizzi i prezzi praticati da tutti gli impianti presenti sul territorio rappresenta un elemento di ostacolo ad un maggiore sviluppo delle dinamiche concorrenziali nel settore”.

Allo stesso tempo, la reale percezione da parte degli automobilisti della diversificazione dei prezzi sul territorio è uno dei pochi elementi in grado di aumentare l’elasticità della domanda e ridurre il potere di mercato delle imprese esistenti, argomenta l’Antitrust, “ciò soprattutto se si considera che, ormai dal 2007, a seguito degli impegni assunti dalle società petrolifere nei confronti dell’Autorità, non esistono più prezzi consigliati unici a livello nazionale ed è invalsa la prassi delle principali società petrolifere di effettuare campagne di sconto sulla modalità di erogazione self-service”.

La pubblicazione dei prezzi praticati alla pompa per singolo punto vendita, prevista da una legge del 2009, rappresenterebbe dunque un forte stimolo concorrenziale nel settore della distribuzione carburante, spiega l’Antitrust. E “anche i rischi di un incentivo alla collusione dei singoli gestori degli impianti, rappresentato dalla facilità di controllare il prezzo applicato dal concorrente, sarebbero superati dai benefici legati a una maggiore capacità di scelta dei consumatori, come confermato dalle esperienze di altri Paesi”, rileva l’Autorità, per la quale la banca dati può essere realizzata senza costi aggiuntivi per la finanza pubblica guardando a modelli sperimentati in altri paesi, quali gli Stati Uniti, e ipotizzando sinergie fra pubblica amministrazione e imprese private che svolgono questo servizio basandosi, al momento, sulle segnalazioni fatte dagli automobilisti.

Con la banca dati, conclude l’Antitrust, vanno inoltre previste “misure di verifica della attendibilità dei dati che i gestori degli impianti sono obbligati a comunicare, eventualmente anche attraverso l’utilizzo di informazioni che provengono direttamente dai consumatori”.

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