Carburanti, i prezzi vanno su e gli italiani lasciano l’auto

Non si arresta il caro-benzina con la “punta” del “servito” al Centro del Paese che arriva ora a 1,927 euro/litro. Si muovono Eni con TotalErg e Esso e si registrano aumenti anche per le no-logo. Fine settimana all’insegna degli aumenti per i carburanti, con  “il prezzo internazionale della benzina che ha chiuso la settimana a 650 euro per mille litri (+5), esattamente come quello del diesel, che però è sceso di 3 euro per mille litri”, rileva Staffetta Quotidiana. Per i Consumatori, gli italiani stanno abbandonando l’automobile.

Vanno su le punte della benzina e del diesel: secondo Quotidiano Energia, queste ultime salgono a 1,927 euro/litro per la benzina, livello raggiunto da più di un marchio delle petrolifere, il diesel va fino a 1,809 e il gpl a 0,890. Le medie nazionali sono invece a 1,876 euro/litro per la “verde”, 1,783 per il diesel e 0,890 per il gpl.

Nel fine settimana Eni, spiega Quotidiano Energia, ha messo mano ai prezzi raccomandati di entrambi i prodotti (+1,5 cent euro/litro sulla benzina, +1 sul diesel) accompagnata da TotalErg (rispettivamente +1 e +0,5) e Esso (+1 solo sulla benzina). Più nel dettaglio, a livello Paese, secondo quanto risulta in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per il Servizio Check-Up Prezzi QE, il prezzo medio praticato della benzina (sempre in modalità “servito”) va oggi dall’1,862 euro/litro di Eni all’1,876 di IP e Tamoil (no-logo a 1,783). Per il diesel si passa dall’1,773 euro/litro sempre di Eni all’1,783 di Tamoil (no-logo a 1,655). Il gpl infine è tra 0,843 euro/litro di Eni e 0,857 di IP (no-logo a 0,807).

Prezzi incontrollati ed elevata tassazione spingono gli italiani ad abbandonare l’automobile, commentano di fronte a questi dati Federconsumatori e Adusbef. “La diminuzione del consumo dei carburanti è un fatto inevitabile: la diretta conseguenza dell’aumento incontrollato della tassazione e del mancato controllo sulla determinazione dei prezzi”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Secondo le due associazioni, la tassazione sui carburanti è più elevata di circa il 14% rispetto alla media europea e i prezzi di benzina e gasolio sono “al di sopra del livello corretto a cui si dovrebbero attestare”, livello che invece determinerebbe la possibilità di risparmiare 156 euro annui. Poi c’è l’aumento Iva di luglio, nei confronti del quale le due associazioni ribadiscono la propria contrarietà perché inciderà su prezzi e tariffe che “saliranno alle stelle”. “Per questo ribadiamo la necessità di cancellare con effetto immediato questo rischioso provvedimento, che determinerebbe effetti catastrofici per l’intera economia. Inoltre è fondamentale avviare controlli severi sull’andamento dei prezzi, nonché, come recentemente ha sottolineato anche l’Antitrust, eliminare ogni ostacolo di carattere burocratico per la completa liberalizzazione della distribuzione dei carburanti – spiegano le due associazioni – Ampliare la rete dei distributori indipendenti è una questione di primaria importanza: da un lato, facendo rifornimento presso tali esercizi, è possibile risparmiare anche oltre 11 centesimi al litro (ovvero 132 euro all’anno), dall’altro si innescherebbe un meccanismo virtuoso, in grado di aumentare la competitività dell’intero sistema”.

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