Carburanti, MSE: il prezzo deve ancora calare

Un forte invito, a riallineare il prezzo interno a quelli internazionali quando scende il prezzo del petrolio. Si è conclusa così la riunione che si è svolta questa mattina al ministero dello Sviluppo Economico con i petrolieri e i gestori della rete dei carburanti. Nel corso del tavolo è emerso che “la rete è inefficiente” ma non in maniera tale da giustificare una così alta differenza di prezzo con il resto dell’Europa. Per queste ragioni il sottosegretario Claudio De Vincenti ha auspicato una riduzione del prezzo dei carburanti di almeno 4-5 centesimi di euro al litroLa richiesta di De Vincenti è stata apprezzata da  Antonio Lirosi, responsabile Consumatori e Commercio del Pd:  “Chiedere una riduzione dei prezzi del carburante dopo settimane in cui il margine di guadagno lordo delle compagnie era diventato scandaloso è più che giusto. Sarebbe quindi utile rendere più puntuale e stringente l’attività di monitoraggio quotidiano sull’andamento dei prezzi al consumo. Ora il governo dia anche veloce attuazione al meccanismo della cosiddetta accisa mobile – introdotto già dal governo Prodi nel 2008 – per favorire una riduzione del prezzo al litro utilizzando l’extragettito Iva maturato negli ultimi tre mesi. Un’ipotesi, tra l’altro, ripresa e avanzata dall’attuale presidente francese François Hollande durante la sua campagna verso l’Eliseo”.

Ma non tutti la pensano allo stesso modo. Secondo Federconsumatori la riduzione di 4-5 centesimi al litro è ancora insufficiente e inadeguata: “Vi è il margine per una diminuzione di oltre 8 centesimi al litro. A tanto ammonta il sovrapprezzo pagato dai consumatori” si legge in una nota dell’Associazione. Il Movimento Difesa del Cittadino sostiene, invece, che “urge l’intervento di Guardia di Finanza e Antitrust”: “E’ scandaloso che quando i prezzi internazionali salgono, l’adeguamento in Italia è immediato o spesso li precedono sulla base delle sole aspettative di aumento; quando i prezzi scendono, ci sono sempre mille motivi per ritardare le ricadute positive sui consumatori e comunque non sono mai corrispondenti alle diminuzioni effettive dei costi per i petrolieri”

Intanto il prezzo alla pompa scende, lentamente ma scende: secodno le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, Eni mette a segno un altro ribasso da due settimane a questa parte, seguita a ruota da tutte le altre compagnie. Il risultato è un altro forte calo delle medie ponderate nazionali dei prezzi tra le diverse compagnie: benzina a 1,852 euro/litro (-1,7 centesimi), diesel a 1,749 euro/litro (-1,3 centesimi). Fermo il Gpl Eni a 0,834 euro/litro. Ancora un lieve rialzo per il prezzo medio del metano a 0,973 euro/kg (+0,1 centesimi). Tutte le compagnie variano questa mattina al ribasso i prezzi consigliati. Sulla verde le riduzioni vanno da 1 centesimo (Eni) a 2,5 centesimi al litro (IP e Tamoil). Sul diesel ribassi compresi trae 0,8 (Shell) e 2 centesimi al litro (Esso e TotalErg). In meno di due settimane il markert leader Eni ha ridotto il prezzo della benzina di 5,5 centesimi, mentre quello del gasolio è in calo da ormai un mese, per un totale di 3,5 centesimi. Quanto al Gpl, dal 23 aprile si è registrata una riduzione di 3 centesimi al litro. A proposito del calo dei prezzi che vedi trainare tutti gli altri brand, l’ad Paolo Scaroni ha precisato che “il calo del prezzo della benzina ci sarà nella misura in cui continueranno a scendere il greggio e i prodotti raffinati e l’euro non si indebolirà“.

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