Carburanti, prezzi “resistono” al calo quotazioni

Il prezzo dei carburanti alla pompa resta fermo, mentre le quotazioni internazionali vanno a picco. Ieri, in un colpo solo,  sul mercato del Mediterraneo si è registrata una riduzione di oltre 50 dollari per una tonnellata di benzina. Ci si aspetta che nel fine settimana ci sia un calo di almeno 3 centesimi sulla benzina e di un centesimo sul gasolio. Intanto si invoca un intervento del Governo sull’imposizione fiscale.

Questa mattina, dal monitoraggio di Staffetta Quotidiana non emergono variazioni rilevanti per le medie ponderate nazionali tra le diverse compagnie in modalità servito: la benzina resta ferma a 1,944 euro/litro, il diesel scende leggermente a 1,828 euro/litro (-0,1 centesimi). Gpl fermo a 0,824 euro/litro. Un lieve calo di Esso (-0,2 cent sulla benzina e -0,6 sul diesel), che aggiusta al ribasso i listini per la terza volta in una settimana. Eppure i margini lordi delle compagnie continuano a salire, soprattutto sul gasolio e si attestano ormai in media a circa 2 centesimi al di sopra della media dei tre anni precedenti.

“Non resta che sperare nell’intervento del Governo sull’imposizione fiscale, tanto auspicato non solo dalle associazioni dei consumatori ma anche da quelle dei gestori”. E’ quanto si legge in una nota del Quotidiano Energia secondo cui a breve qualcosa potrebbe muoversi: un decreto del Mse che fa ricorso al meccanismo dell’accisa mobile per compensare l’extragettito Iva, con un impatto per i consumatori finali compreso tra 1 e 2 centesimi, sarebbe pronto per arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri.

“Le indiscrezioni relative all’intenzione del Governo di introdurre l’accisa mobile sui carburanti vanno nella giusta direzione e danno un segnale di controtendenza e sostegno alla fiducia dei consumatori, ma la misura proposta potrebbe essere rafforzata per essere maggiormente apprezzata – afferma il presidente della Faib-Confesercenti, Martino Landiche ricorda come nei primi 8 mesi del 2012 si sia registrato un calo nei consumi di benzina e gasolio rispettivamente del 7,58% e del 7,84% (ogni mese) e, “pertanto se gli andamenti restassero così per i prossimi 4 mesi, ci sarebbe una contrazione dei litri venduti pari a circa 809 milioni di litri”. Sommandoli a quelli già persi, il calo annuo sarebbe di 1,6 miliardi di litri (-403 mln per la benzina e -1,2 mld per il gasolio). “Il 2012 – precisa Landi – si chiuderebbe quindi con un calo dei consumi di benzina e gasolio di 2,4 miliardi di litri, con una grave perdita per i gestori che si vedrebbero decurtare i propri bilanci annui per 72 milioni, a fronte di un forte incremento delle spese fisse”.

“L’annunciata riduzione dell’accisa – aggiunge Landi – potrebbe ridare fiducia ai consumatori e far ripartire i consumi di carburanti: la riduzione di 1 centesimo di accise produrrebbe nei prossimi 4 mesi un risparmio per i consumatori di 96 mln di euro (se la riducesse di 2 centesimi di circa 192 mln) ‘solo dall’accisa’, più altri 20 mln di euro per un centesimo (se la riduzione fosse di 2 centesimi di circa 40,3 mln) derivante dal risparmio dell’iva sull’accisa per un risparmio complessivo per i consumatori di circa 116 mln, se la riduzione fosse di un 1 centesimo, e di 232 mln se si attestasse sui 2 centesimi. La richiesta dei gestori, affinché il taglio sia percepibile dai cittadini – conclude il presidente della Faib – è che la riduzione delle accise si calibri, seguendo l’esempio francese, sui 3 centesimi al litro, consentendo così maggiori risparmi alle famiglie pari a 348 mln di euro che sarebbero abbondantemente coperti dal maggior gettito iva sui carburanti pari ad oltre 700 milioni di euro”.

 

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