Caro Estinto, Codacons denuncia giro d’affari di 3 miliardi e mezzo

Il Codacons si scaglia duramente contro il cosiddetto racket del “Caro Estinto”, che vede una commistione di “affari” tra chi gestisce le camere mortuarie e chi ha un’attività di onoranze funebri: oltre ad alterare il mercato, si assiste ad una patetica rincorsa tra centralinisti, infermieri e personale delle camere mortuarie che si affrettano a contattare gli “amici” delle pompe funebri (in cambio di denaro).

L’Associazione dei consumatori denuncia l’immobilità della Regione Lazio ed ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica affinché vengano predisposti tutti i controlli del caso; il Codacons, inoltre, ha diffidato la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il Comune di Roma e tutte le Asl della Capitale a prendere provvedimenti in merito.

“Le Istituzioni territoriali, soprattutto la Regione, non possono far finta di niente. Si continua a lasciare la possibilità a persone senza scrupoli, come alcuni esercenti di onoranze funebri e i loro complici interni agli ospedali, di lucrare sul dolore dei congiunti dei defunti – ha commentato il Presidente del Codacons Carlo Rienzi, ricordando che nel Lazio in media, un funerale non costa meno di 2.500 euro (per chi già possiede lo spazio per la sepoltura). Secondo il Codacons questa cifra è il frutto di un sovrapprezzo applicato indebitamente dagli esercenti pari a circa il 30%.

Rispetto all’alterazione del mercato, su cui si è già pronunciata anche l’Antitrust, nella diffida si legge: “Risulta netta la distinzione tra l’attività di gestione delle camere mortuarie e l’attività imprenditoriale di onoranze funebri, le cui finalità commerciali non si conciliano con il corretto e fisiologico svolgimento del servizio di gestione delle camere mortuarie”. Questa “distinzione” nella realtà dei fatti, molte volte, non viene rispettata e la presenza nell’azienda sanitaria della ditta aggiudicatrice del servizio di gestione delle camere mortuarie diventa – a totale discapito dei congiunti dei defunti – la situazione ideale per il procacciamento di affari (e clientela).

“Una situazione, oltre che umanamente deplorevole, che provoca danni economici agli utenti esponendoli a gravi abusi da parte dei Signori dei Funerali” ha aggiunto Rienzi. Il Codacons chiede alla Regione Lazio di adottare quelle misure, in vigore ad esempio in Lombardia e Toscana, che disciplinano e regolamentano le attività di servizi funebri, garantendo qualche tutele nei confronti dei familiari dei defunti. Alle Asl e al Comune di Roma si chiede di monitorare le imprese aggiudicatarie degli appalti relativi al servizio di gestione delle camere mortuarie e di onoranze funebri. “Abbiamo presentato anche un esposto alla Procura di Roma segnalando che dietro questo racket c’è un giro d’affari pari a 3miliardi e mezzo di euro – ha concluso il Presidente del Codacons – per questo e nel rispetto dei parenti dei defunti che ci aspettiamo che vengano adottati tutti gli strumenti investigativi necessari”.

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