Caso Equitalia, Codici: +143% di richieste d’aiuto rispetto al 2011

Equitalia è sempre più oggetto di discussione in un Paese vessato dalla crisi. Dopo l’ultimo caso disperato di ieri, che ha visto un imprenditore di Bergamo tenere in ostaggio per diverse ore clienti e dipendenti della sede dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia, si fa ancora più urgente la necessità di trovare una soluzione. Sembra ormai che una parte del paese, formata da lavoratori, piccoli imprenditori e pensionati, sia ossessionata dall’incubo di ricevere una cartella esattoriale.

Debiti da poche migliaia di euro che possono trasformarsi in un colpo di grazia per quei cittadini che hanno già grosse difficoltà ad andare avanti. E più le difficoltà economiche aumentano, più cresce il rischio di contrarre un debito: un circolo pericoloso da cui l’Italia deve uscire prima che sia troppo tardi.

Sono più che allarmanti i dati diffusi oggi dal Codici, che ha stilato un vero e proprio dossier su Equitalia: da gennaio ad aprile 2012 l’Associazione ha ricevuto 350 segnalazioni relative a problemi di sovra indebitamento, 188 da famiglie e 162 da single. Di queste 203 riguardano cartelle Equitalia (40 soltanto nella capitale).

Le richieste d’aiuto da parte dei cittadini hanno subito un vertiginoso aumento rispetto all’anno scorso: considerando i primi 4 mesi del 2011 l’aumento è stato del 143%. Da un anno il Codici ha attivato uno sportello per assistere le vittime di Equitalia: “Sos debiti: difenditi da Equitalia”. E’ stato messo sù uno staff legale per far fronte alle continue richieste d’aiuto e ai casi sempre più difficili, alcuni dei quali tristemente noti. Spesso le cartelle di Equitalia presentano importi da capogiro e ipoteche sugli immobili.

Ad esempio il caso più che emblematico di un pensionato malato di cuore che, per una cartella esattoriale di 322.830,41 euro, si è visto pignorare l’intera pensione di invalidità di circa  1.000 euro. Un’ ingiustizia ai danni di un cittadino con gravi difficoltà economiche e di salute, confermata anche da una sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito che le pensioni erogate dall’Inps e dall’Inpdap sono pignorabili nella misura di un quinto e non nella totalità come sta accadendo al nostro assistito.

Non mancano i casi fuori da ogni logica: le “cartelle lumaca” così lente da arrivare con 34 anni di ritardo. Risale al 1978, infatti, il debito per il quale un cittadino deve pagare 610,10 euro ad Equitalia. Un vero e proprio paradosso, una situazione assurda che dà l’idea di quanto sia complicata e poco efficiente la realtà del recupero crediti in Italia.

Per non parlare del caso di un pensionato di 85 anni a cui è stato recapitato non solo il fermo amministrativo dell’auto ma anche l’iscrizione di  ipoteca all’appartamento in cui vive. Secondo una recente sentenza è illegittimo il “preavviso” di fermo amministrativo dell’autovettura, emesso da Equitalia, se per il credito che si vuole garantire l’agente della riscossione ha precedentemente iscritto anche un’ipoteca sull’immobile del debitore.

Sono soltanto alcuni degli errori/orroti di Equitalia:

  • In tutte le cartelle viene riportata solo la cifra globale degli interessi dovuti, senza indicare come si è arrivati a tale cifra. la cartella esattoriale, deve contenere a pena di nullità il calcolo degli interessi per consentire una corretta verifica del contribuente delle somme richieste.
  • Non corretta identificazione del debitore.
  • Errori di calcolo.
  • Irregolarità nella notifica della cartella.
  • Cartella di pagamento riferita ad un verbale il cui credito risulta prescritto, ed altro ancora.

“Per questo si è reso necessario dire stop ai soprusi, basta con professionisti, imprenditori ma anche semplici cittadini messi in ginocchio da un sistema di riscossione inflessibile”. Lo sportello “Sos debiti: difenditi da Equitalia” è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Tel 055571996 e- mail ricorsiequitalia@codici.org.

 

 

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