CdM: via libera ad aumento Tasi fino allo 0,8 per mille

Via libera alle norme sul “Salva Roma”, possibilità per i Comuni di aumentare la Tasi fino allo 0,8 per mille e rimozione della web tax, che sarà affrontata in un contesto europeo: sono i principali provvedimenti approvati dall’odierno Consiglio dei Ministri, che ha dato il via libera al decreto sugli Enti locali con le nuove misure “Salva Roma” per mettere in sicurezza i conti della Capitale. L’aumento della Tasi fa già discutere Federconsumatori e Adusbef che prevedono una “stangata”. La tassa sui servizi indivisibili finanzia servizi quali il trasporto pubblico locale, l’anagrafe e l’illuminazione delle strade e dovrà essere corrisposta sia dai proprietari sia dagli inquilini.

“Abbiamo approvato su proposta del ministro dell’Economia il dl Tasi”, ha spiegato in conferenza stampa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio spiegando che “per ciascuna tipologia di immobile la flessibilità è fino all’0,8 per mille”. Le risorse derivanti dall’imposta serviranno a introdurre detrazioni ai cittadini in base al reddito e al numero dei componenti del nucleo familiare.

Il CdM ha inoltre deciso la rimozione della web tax, la norma (nota anche come anti-google) che avrebbe costretto i grandi del web ad avere partita Iva italiana per potere attivare servizi on line. “Ne riparleremo – ha scritto il premier Matteo Renzi su twitter – in un quadro di normativa europea”. In un successivo tweet, il premier ha scritto: ““Avevamo detto no #webtax Siamo stati di parola”.

L’aumento dell’aliquota Tasi non piace a Federconsumatori e Adusbef, che prospettano una “stangata” per le famiglie. Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, al netto delle detrazioni, una famiglia si troverà a pagare mediamente da 247 euro a 326 euro. “Dietro a tale provvedimento si nascondono diverse beffe per i cittadini – affermano Federconsumatori e Adusbef – La prima riguarda le famiglie meno abbienti che, grazie alla detrazione per la prima casa (e per eventuali figli a carico), non pagavano l’Imu e che oggi, alla luce di detrazioni ancora vaghe ed indefinite, con molta probabilità si troveranno a far fronte ad importi non indifferenti. La seconda riguarda gli inquilini, vale a dire le famiglie in affitto che non pagavano l’Imu e che si troveranno da un giorno all’altro a pagare parte della Tasi (dal 10 al 30%). La terza beffa riguarda le risorse stesse per le detrazioni: sembrerebbe infatti che, mentre nella prima formulazione della norma gli incassi derivanti dalla maggiorazione delle aliquote Tasi avrebbero dovuto essere destinati “esclusivamente” all’istituzione di detrazioni per le famiglie, ora dovranno essere semplicemente “finalizzati” alle detrazioni”.

Aggiungono i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti:  “La Tasi quindi, come purtroppo avevamo previsto, peserà come una simil-Imu sulle tasche delle famiglie. Le sue ricadute avranno ripercussioni importanti e deleterie sull’andamento della domanda di mercato già in forte crisi e quindi sull’intero sistema economico”. Le due associazioni chiedono ai Comuni di stabilire “detrazioni eque ed in linea con la situazione di profonda difficoltà vissuta da un numero sempre maggiore di nuclei familiari”.

Un commento a “CdM: via libera ad aumento Tasi fino allo 0,8 per mille”

  1. Costante ha detto:

    In questo modo si andrà ancora di più a bastonare la casa ed in particolare i risparmi derivanti dal lavoro dei cittadini che nella casa hanno sempre investito quale bene rifugio. Ma non si parla ancora di puntare dritto agli sprechi , ai superstipendi, alle inefficienze di ogni genere, a far rispondere delle deficienze i dirigenti responsabili superpagati e quant’altro. Bell’inizio per Renzi ed il nuovo governo !!, in stile Sovietico e Prudhomiano: cioè che ” la proprietà è un furto” anche se frutto di sudati risparmi, e va bastonata prima delle disonestà e degli sprechi !!