Commissione Ue propone Autorità europea del lavoro

La Commissione europea propone la creazione di un’Autorità europea del lavoro. Questa aiuterà cittadini e imprese a trarre vantaggio dalla mobilità lavorativa all’interno dell’Unione europea, fornirà informazioni, sosterrà la cooperazione transnazionale per garantire il rispetto delle norme europee e agevolerà la risoluzione di controversie transfrontaliere. Nell’ultimo decennio il numero di cittadini che si spostano per vivere o lavorare in un altro Stato membro è quasi raddoppiato, raggiungendo i 17 milioni nel 2017.

La Commissione europea ha dunque presentato oggi la proposta relativa a un’autorità europea del lavoro e un’iniziativa per garantire l’accesso alla protezione sociale per tutti i lavoratori subordinati e autonomi.

“L’autorità europea del lavoro – spiega una nota della Commissione europea – aiuterà i singoli cittadini, le imprese e le amministrazioni nazionali a trarre il massimo beneficio dalla libertà di circolazione e a garantire un’equa mobilità del lavoro”. L’Autorità fornirà ai cittadini e alle imprese informazioni su posti di lavoro, apprendistati, programmi di mobilità, assunzioni e corsi di formazione, e darà indicazioni sui diritti e gli obblighi legati alla possibilità di vivere e lavorare in un altro Stato della Ue. Sosterrà inoltre la cooperazione tra autorità nazionali in situazioni transfrontaliere e le aiuterà a garantire che le norme dell’UE in materia di mobilità siano facilmente ed efficacemente seguite. Altro obiettivo dell’Autorità è quello di fornire servizi di mediazione e aiutare dunque a risolvere controversie transfrontaliere, per esempio nei casi di ristrutturazione aziendale che interessano diversi Stati membri. L’Autorità europea del lavoro sarà una nuova agenzia decentrata della Ue. La proposta di regolamento dovrà essere esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio: la speranza della Commissione è che possa essere operativa nel 2019.

Sostiene  Marianne Thyssen, Commissaria per l’Occupazione e gli affari sociali: “Il nostro lavoro per garantire un’equa mobilità dei lavoratori culmina con la proposta odierna relativa all’autorità europea del lavoro, un passo essenziale per il corretto funzionamento di un mercato del lavoro europeo. I cittadini e le imprese mobili potranno trovare giuste informazioni e gli Stati membri coopereranno più efficacemente nell’applicare le norme in modo equo ed effettivo. Con la nostra proposta sull’accesso alla protezione sociale, lavoriamo con gli Stati membri per garantire che nessuno sia dimenticato. Il nostro scopo è garantire alle persone l’accesso a prestazioni adeguate, indipendentemente dal modo in cui evolverà il nuovo mondo del lavoro.”

Oggi è stata presentata anche una proposta di raccomandazione del Consiglio sull’accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi. Spiega una nota della Commissione: “Il mondo del lavoro evolve, mosso da nuovi stili di vita, da prassi imprenditoriali e dalla digitalizzazione e in tale contesto i sistemi di protezione sociale devono costantemente corrispondere alle nuove realtà. Oggi, quasi il 40% delle persone occupate è in una situazione di lavoro atipico, ossia non hanno un contratto a tempo pieno e indeterminato, oppure sono lavoratori autonomi. Queste persone non sempre dispongono di una corretta copertura della sicurezza sociale e quindi non godono di un’assicurazione contro la disoccupazione o di accesso ai diritti pensionistici. La proposta di raccomandazione, seguendo l’indirizzo del pilastro europeo dei diritti sociali, intende indicare agli Stati membri la direzione per sostenere l’accesso alla protezione sociale per tutti i lavoratori subordinati e autonomi, in particolare per coloro che, a causa della loro situazione lavorativa, non sono sufficientemente coperti dai sistemi di sicurezza sociale”.

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