Commissioni bancarie, Mef fissa nuovi limiti per affidamenti e scoperti

Nuovi limiti di commissione per gli affidamenti e gli scoperti. A fissarli è direttamente Mario Monti, in qualità di Ministro dell’Economia e delle Finanze e di presidente del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) che, su proposta della Banca d’Italia, ha assunto un decreto d’urgenza in tema di remunerazione onnicomprensiva degli affidamenti e degli sconfinamenti nei contratti di conto corrente e di apertura di credito.

“La nuova disciplina – si legge in una nota del Ministero – interviene sulla struttura delle commissioni e prevede che, oltre ai tassi debitori sull’ammontare effettivamente utilizzato, siano consentite esclusivamente:

  • per gli affidamenti, una commissione, onnicomprensiva, per la messa a disposizione dei fondi, che non può eccedere lo 0,5% dell’accordato per trimestre;
  • per gli sconfinamenti (scoperti di conto e utilizzi extrafido), una commissione di istruttoria veloce, espressa in misura fissa e in valore assoluto, commisurata ai costi”.

La proposta della Banca d’Italia è stata formulata tenendo conto delle osservazioni emerse in esito alla procedura di consultazione pubblica, con la formale intesa della Consob.

Il provvedimento, che si compone di 5 articoli, delinea ambito e portata della nuova disposizione e ne estende l’ambito di applicazione ad altre fattispecie per le quali si riscontrano analoghe esigenze di tutela del cliente, quali i contratti con i consumatori o i casi in cui esista un conto corrente sul quale sono regolate le operazioni disciplinate dall’art. 117-bis TUB, compresi gli sconfinamenti su conti di pagamento e su carte di credito.

Vengono anche precisati alcuni profili applicativi in tema di affidamento e sconfinamento, per chiarire come calcolare e quali componenti di costo rientrino nella quantificazione delle commissioni applicabili, con finalità di trasparenza e confrontabilità delle offerte.

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