Commissioni interbancarie MasterCard, Tribunale UE le vieta

Le Commissioni Interbancarie Multilaterali (CMI) applicate da MasterCard producono una restrizione della concorrenza e, poiché non migliorano l’efficienza del sistema di pagamento, sono da vietare. Lo aveva già affermato la Commissione UE nel 2007 e oggi arriva la conferma del Tribunale dell’Unione Europea che respinge il ricorso di MasterCard. Il discorso è semplice: le CMI corrispondono ad una frazione del costo della transazione effettuata con una carta di pagamento e viene trattenuta dalla banca sul totale delle spese fatturate all’esercente.

Questo sistema non fa altro che fissare una soglia minima per i costi fatturati agli esercenti: costituisce quindi una restrizione della concorrenza che non può essere neanche giustificata con il miglioramento del servizio perché questo non è dimostrato.

L’argomento utilizzato da MasterCard contro la decisione della Commissione è stato quello del carattere obiettivamente necessario delle CMI per il funzionamento del sistema di pagamento. Secondo il Tribunale, vista la mole degli introiti e degli utili commerciali diversi dalle CMI che gli istituti finanziari traggono dalla loro attività di emissione di carte di pagamento, è poco probabile che, in mancanza di CMI, le banche cessino o riducano in modo rilevante la loro attività di emissione delle carte MasterCard.

Anzi è vero il contrario: in assenza di CMI gli esercenti sarebbero in grado di esercitare una maggiore pressione concorrenziale sull’importo delle spese loro fatturate per l’utilizzo delle carte di pagamento.

Il Tribunale dell’Unione Europea conferma anche il fatto che l’organizzazione di pagamento MasterCard sia riconducibile ad una forma istituzionalizzata di coordinamento del comportamento degli istituti finanziari partecipanti. Quanto al contributo del sistema MasterCard al progresso tecnico ed economico, il Tribunale ha rilevato che i metodi per fissare l’importo delle CMI tendevano, da un lato, a sopravvalutare i costi sostenuti dagli istituti finanziari in occasione dell’emissione di carte di pagamento e, dall’altro, a valutare in modo inadeguato i vantaggi che gli esercenti traggono da tale modalità di pagamento.

Oggi è un bel giorno per gli europei che usano le carte di credito – ha commentato il Vicepresidente della Commissione Europea, Joaquine Almunia – Sono molto soddisfatto per questa sentenza, perché conferma che le banche, nell’ambito di un sistema di pagamento con carte, non possono ostacolare la concorrenza introducendo determinati costi a danno dei consumatori. Questo sviluppo conferma anche l’approccio generale della Commissione per quanto riguarda le carte di pagamento e in particolare il suo impegno a contenere le commissioni interbancarie entro livelli accettabili, come ad esempio l’impegno assunto da VISA nel 2010 di limitare allo 0,20% le commissioni interbancarie transfrontaliere e alcune commissioni per le transazioni nazionali con carte di debito. La Commissione sta conducendo un’indagine sulle commissioni legate alle carte di credito VISA. Nel 2006 i pagamenti con carte nell’UE sono costati ai commercianti circa 25 miliardi di euro – ha sottolineato Almunia – Queste commissioni finiscono per ripercuotersi sui consumatori, oltre a ostacolare il crearsi di un mercato unico dei pagamenti”. 

Il Vicepresidente della Commissione Europea ha aggiunto che “la sentenza avrà ripercussioni anche su altri procedimenti in corso negli Stati membri relativi alle commissioni nazionali”. “La Commissione invita VISA e MasterCard a valutare con attenzione in che modo conformare le proprie commissioni interbancarie nell’UE alle norme in materia di concorrenza“.

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