Concorrenza, Commissione Ue: regole favoriscono disponibilità di medicinali

La Commissione europea ha pubblicato una relazione che dimostra che l’applicazione del diritto della concorrenza nel settore farmaceutico, sia a livello nazionale che a livello dell’UE, permette di disporre di medicinali più economici e di maggiori possibilità di scelta per i pazienti e i sistemi di assistenza sanitaria e promuove ulteriormente l’innovazione. Le decisioni prese dalle Autorità Antitrust hanno portato ad ammende per oltre un miliardo di euro.

La relazione, che la Commissione ha elaborato in stretta collaborazione con le autorità nazionali garanti della concorrenza dei 28 Stati membri dell’UE, offre una panoramica sull’applicazione delle norme in materia di antitrust e di concentrazioni nel settore farmaceutico e descrive come l’applicazione del diritto della concorrenza abbia contribuito a migliorare l’accesso dei pazienti a medicinali essenziali economici ed innovativi.

Per quanto riguarda gli accordi anticoncorrenziali e i casi di abuso di posizione dominante, la Commissione e le autorità nazionali garanti della concorrenza hanno svolto indagini su oltre 100 casi, adottando, dal 2009, 29 decisioni contro pratiche illegali riguardanti la fornitura di medicinali. 

In alcuni casi, le autorità garanti della concorrenza hanno esaminato e sanzionato pratiche anticoncorrenziali volte ad aumentare i prezzi dei medicinali.

Le pratiche anticoncorrenziali hanno preso varie forme, da pratiche di esclusione dei concorrenti volte a ritardare l’ingresso nel mercato dei medicinali generici a pratiche di ripartizione del mercato e di fissazione dei prezzi, passando per accordi in base ai quali le aziende produttrici di farmaci hanno diviso con le aziende generiche i propri profitti, affinché queste ultime non immettessero i prodotti generici sul mercato. Diverse indagini hanno riguardato i prezzi eccessivi applicati ai medicinali non protetti da brevetto.

In base a tali decisioni sono state comminate ammende per un totale di oltre 1 miliardo di € o sono stati resi vincolanti gli impegni delle imprese di porre rimedio alle rispettive condotte anticoncorrenziali.

Secondo le conclusioni della relazione, le autorità di tutela della concorrenza hanno contribuito a mantenere il livello d’innovazione del settore, intervenendo e applicando le norme antitrust nei confronti delle pratiche che avrebbero potuto ridurre gli incentivi ad innovare, riferendosi in particolare ai tentativi di ritardare l’ingresso nel mercato dei medicinali generici, che può consentire alle imprese di trarre indebitamente profitto da prodotti vecchi invece di dover competere con nuovi farmaci innovativi.

Margrethe Vestager, commissaria europea responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Mettere a disposizione dei pazienti e dei sistemi di assistenza sanitaria europei medicinali economici e innovativi è una delle sfide principali, nonché uno dei più importanti obiettivi, dell’Europa. La relazione pubblicata oggi fornisce utili informazioni sul prezioso lavoro che le autorità garanti della concorrenza di tutta l’Europa svolgono per garantire che i mercati dei prodotti farmaceutici contribuiscano a conseguire tale obiettivo. È importante continuare ad assegnare un’elevata priorità al nostro lavoro in questo settore.”

Tuttavia, sebbene i casi discussi nella relazione indichino che l’applicazione del diritto della concorrenza contribuisce a proteggere la concorrenza in materia di prezzi e a stimolare l’innovazione, i poteri del diritto della concorrenza sono limitati. In particolare, per affrontare la sfida sociale di garantire un accesso sostenibile a medicinali economici ed innovativi è necessario l’impegno costante di tutti i portatori di interesse.

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