Energia, Antitrust: sanzioni per 1,6 mln di euro per Iren, Estra ed Enegan

Firme false. Informazioni ingannevoli sull’identità del professionista e sull’obiettivo del contratto. Ostacoli al diritto di recesso. Di nuovo sotto accusa sono finite le attivazioni non richieste di energia e gas, attuate attraverso il porta a porta o il teleselling. E così l’Autorità Antitrust ha sanzionato le società Iren Mercato, Estra Energie ed Estra Elettricità, Enegan con multe complessive di oltre 1,6 milioni di euro. Prosegue dunque l’azione in difesa dei consumatori nei confronti delle attivazioni non richieste di luce e gas.

energia luce gasI procedimenti, avviati lo scorso luglio, si sono chiusi a dicembre e hanno riguardato le modalità di offerta e conclusione dei contratti a distanza di energia elettrica e gas naturale nel mercato libero, attraverso la rete degli agenti porta-a-porta e attraverso il canale telefonico (il teleselling). Nel complesso sono state irrogate sanzioni per oltre 1,6 milioni di euro. Nel dettaglio, le multe sono state di 830 mila euro per Iren  Energia, di 500 mila euro per Estra Energie ed Estra Elettricità e di 280 mila euro per Enegan, commisurate alle dimensioni dei professionisti e alle violazioni riscontrate, ma anche ridotte perché le aziende hanno collaborato e attuato una serie di misure per controllare ed evitare comportamenti scorretti.

Quali i comportamenti sanzionati? Sono state diverse le contestazioni mosse dell’Autorità. L’Antitrust ha infatti accertato che le società “hanno adottato procedure di contrattualizzazione che sfruttavano il contesto di razionalità limitata e asimmetria informativa dei consumatori – dovuto anche alla complessità intrinseca delle offerte commerciali di energia elettrica e gas naturale nel mercato libero –, permettendo la conclusione di contratti e l’attivazione di forniture non richieste di elettricità e/o gas”. Così è accaduto che siano stati conclusi contratti in assenza di qualsiasi consenso da parte del consumatore, perfino attraverso l’apposizione di firme false, e in caso di attivazione di fornitura non richiesta sia stata presentata un’ingiustificata richiesta di pagamento. Alcuni contratti di fornitura sono stati conclusi sulla base di “informazioni ingannevoli sull’identità del professionista e la natura e lo scopo del contatto ed in assenza di una adeguata conoscenza ed informazione circa le caratteristiche e le condizioni contrattuali dell’offerta”. Sono stati opposti ostacoli al diritto di ripensamento, talvolta i reclami per attivazione non richiesta non sono stati neanche trattati. L’Antitrust ha inoltre contestato il mancato rispetto nelle procedure contrattuali delle vendite telefoniche dei diritti dei consumatori introdotti dalla Consumer Rights Directive (recepita dal D.Lgs. 21/2014): la possibilità di scegliere esplicitamente le modalità di conferma della conclusione del contratto in alternativa alla forma scritta, la sistematica messa a disposizione del supporto durevole contenente la registrazione delle telefonate di conclusione e di conferma del contratto prima che sorga il vincolo contrattuale, la conferma delle condizioni contrattuali da parte del professionista.

Allo stesso tempo, l’Antitrust ha registrato un atteggiamento di collaborazione che ha portato a una riduzione proporzionale delle diverse sanzioni. Durante il procedimento è emerso infatti che “sia Iren Energia sia le società del gruppo Estra – informa l’Autorità – avevano avviato dei processi interni volti alla verifica delle procedure di contrattualizzazione in essere e, prima della conclusione del procedimento, hanno proposto e attuato modifiche significative alle proprie procedure di contrattualizzazione per superare i problemi consumeristici contestati (check call di verifica su tutti i contratti porta-a-porta, messa a disposizione del consumatore della documentazione contrattuale e della registrazione delle telefonate di conclusione del contratto e di conferma prima che il consumatore sia vincolato, effettuazione di una seconda telefonata per verificare la ricezione della documentazione contrattuale e il consenso del consumatore, proposizione della scelta esplicita tra conferma scritta e conferma a mezzo telefono in caso di contratto telefonico, rafforzamento dei controlli sul comportamento degli agenti)”. Iren Energia e le società Estra non chiederanno più il pagamento delle forniture non richieste, mentre Enegan ha introdotto un più adeguato sistema di sanzione dei comportamenti scorretti degli agenti e interrotto l’acquisizione nel canale teleselling.

Un altro intervento dunque per arginare il fenomeno dei contratti non richiesti. Si tratta solo dell’ultima azione dell’Antitrust in ordine di tempo, se si considera che questi interventi istruttori fanno seguito a quelli avvenuti nel 2015 nei confronti di ENEL Energia, ENI, ACEA Energia, HeraComm, GdF Suez (ora Engie), Beetwin (ora Geko), Green Network , che ha portato alla revisione dei processi di acquisizione di nuovi contratti di fornitura di elettricità e gas nel corso del 2016 da parte delle aziende coinvolte , con l’eccezione di Green Network, nei cui confronti è in corso un procedimento per inottemperanza.

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