TopNews. Copyright online, raggiunto l’accordo in Europa

Raggiunto l’accordo in Europa sulle nuove regole per il copyright. Dopo una lunga maratona negoziale, si è arrivati a un accordo fra Parlamento europeo, Commissione e Consiglio sulla riforma del diritto d’autore in epoca digitale. Il provvedimento vuole garantire maggiori diritti e una remunerazione più equa a editori, creativi, artisti nei confronti delle grandi piattaforme online quali Google, Facebook e YouTube. Dovrà ora passare al vaglio del Parlamento europeo in seduta plenaria e del Consiglio, dove i paesi contrari potrebbero cercare di fare blocco per fermare la riforma.

Un provvedimento molto contestato, che contrappone da un lato le richieste di editori e stampa, dall’altro quelle delle piattaforme e di quanti in diverso modo paventano rischi per la libertà sulla quale è fondata la Rete. Dalle istituzioni europee c’è soddisfazione. Si legge in un tweet del Parlamento europeo:  “Accordo raggiunto sulle nuove regole per il . Per dare più potere ai creativi. I sono salvi e le startup protette”. La riforma vanta dunque “più potere ai creativi e tutela della libertà di espressione”. Ha scritto su twitter Andrus Ansip, vice presidente della Commissione Ue al Digital Single Market: “Accordo raggiunto su #copyright! Gli europei avranno finalmente regole di copyright moderne adatte per l’era digitale con vantaggi reali per tutti: diritti garantiti per gli utenti, remunerazione equa per i creatori, chiarezza delle regole per le piattaforme”.

Il Parlamento europeo, il Consiglio dell’UE e la Commissione, informa in una nota Bruxelles, hanno trovato un accordo politico “per rendere le norme sul diritto d’autore idonee per l’era digitale in Europa e apportare benefici tangibili a tutti i settori creativi, la stampa, i ricercatori, gli educatori, le istituzioni culturali e cittadini”. L’accordo, prosegue la Commissione, “adeguerà le regole sul copyright al mondo attuale, dove i servizi di streaming musicale, le piattaforme di video-on-demand, gli aggregatori di notizie e le piattaforme di contenuti caricati dall’utente sono diventati le porte principali per accedere ai lavori creativi e agli articoli di stampa”.

La direttiva, dice ancora la Commissione europea, darà “benefici tangibili” ai creativi, rafforzando la loro posizione nei confronti delle piattaforme per avere un maggiore controllo sull’uso dei contenuti caricati dagli utenti sulle piattaforme e per essere remunerati per quel contenuto. “Il principio di una remunerazione adeguata e proporzionata per gli autori e gli interpreti sarà stabilito per la prima volta nella legislazione europea sul diritto d’autore”, dice la Commissione. La riforma prevede poi “nuovi diritti” per gli editori sull’uso dei contenuti sulle piattaforme online. Questo darà ai giornalisti “il ​​diritto di ricevere una quota maggiore delle entrate generate dagli usi online delle pubblicazioni a stampa. Questo diritto non inciderà sui cittadini e sui singoli utenti, che continueranno a divertirsi e condividere i collegamenti ipertestuali delle notizie come fanno oggi”.

Le piattaforme Internet, spiega il Parlamento europeo, sono incentivate a pagare per il lavoro fatto da artisti e giornalisti. Materiali caricati online come meme o Gif possono essere condivisi liberamente. “I collegamenti ipertestuali ad articoli di notizie, accompagnati da “singole parole o estratti molto brevi” possono essere condivisi liberamente”, aggiunge il Parlamento europeo.

Obblighi meno restrittivi ci saranno per le start up mentre “la direttiva non imporrà filtri”, aggiungono gli europarlamentari. Come regola generale, la condivisione di frammenti di articoli non sarà soggetta al diritto d’autore. Per quando riguarda gli snippet (quei brevi estratti di testo con cui vengono condivise le news) l’accordo raggiunto, spiega il Parlamento europeo, contiene però disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie facciano abuso di questa concessione. “Lo “snippet” può quindi continuare ad apparire in un newsfeeds di Google News, ad esempio, o quando un articolo è condiviso su Facebook, a condizione che sia “molto breve”. Il caricamento di opere protette a scopo di citazione, critica, caricatura o parodia “è stato protetto, assicurando che meme e Gif continueranno ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online”. Sono infine escluse dalla direttiva il caricamento di opere su enciclopedie online come Wikipedia e piattaforme software open source, come GitHub.

L’accordo dovrà essere confermato nelle prossime settimane dal Parlamento europeo e dal Consiglio, dove i paesi contrari, fra i quali l’Italia, potrebbero cercare di fermare ancora l’approvazione definitiva della riforma.

Una riforma, oggetto di aspre polemiche anche nei mesi scorsi, che non trova tutti favorevoli. Sul provvedimento è ed esempio contraria Julia Reda, una delle principali esponenti dell’opposizione alla direttiva sul copyright, europarlamentare per il Partito pirata tedesco. La legge “cambierà radicalmente Internet come la conosciamo”, scrive sul suo blog Julia Reda. Uno degli articoli più contestati della riforma è il 13 sugli “upload filters”. Secondo l’analisi di Reda, i siti commerciali e le app a cui gli utenti possono inviare materiale dovranno “compiere ‘il maggior sforzo’ per acquistare preventivamente licenze per tutto ciò che gli utenti possono eventualmente caricare, ovvero: tutti i contenuti protetti da copyright nel mondo. Un’impresa impossibile”. Tutti i siti, fatta eccezione per molti pochi, quelli piccoli e nuovissimi, dovranno fare tutto quanto è in loro potere per impedire che possa andare online una copia non autorizzata di un’opera che un titolare di diritti abbia registrato sulla piattaforma. “Non avranno altra scelta – scrive Reda – se non quella di mettere in campo i filtri di caricamento, che sono per loro natura costosi e soggetti a errori”. Se poi un tribunale valutasse che le attività di licenza e filtro fatte non bastano, “i siti sono direttamente responsabili delle violazioni, come se li avessero commessi personalmente – scrive l’europarlamentare – Questa enorme minaccia porterà le piattaforme a rispettare in modo eccessivo queste regole per stare dalla parte della sicurezza, peggiorando ulteriormente l’impatto sulla nostra libertà di parola”.

 

@sabrybergamini

 

Notizia pubblicata il 14/02/2019 ore 17.34

2 Commenti a “TopNews. Copyright online, raggiunto l’accordo in Europa”

  1. NINO ha detto:

    Ciò che non funziona è il fatto che gli e-book acquistati on-line sono in un formato che permette la lettura solo col kinder o strumenti simili,per poterli leggere su computer o smart phone bisognerebbe poter cambiare l’estensione in un formato che lo consenta, ma non c’è un programma adatto.Pertanto questa limitazione ridurrà gli acquisti on line e, di conseguenza l’utile di editori e creativi. Il libro cartaceo molto spesso non si acquista perché non si ha spazio sufficiente in casa. Io e molti amici abbiamo dovuto regalare 250 libri a biblioteche pubbliche ed altri conoscenti proprio per questo motivo sottraendo,anche in questo caso utile a editori e creativi.

  2. NINO ha detto:

    E’ GIUSTO CHE LA Creatività VENGA COMPENSATA MA,il prezzo anche deve essere adeguato al prodotto visto che tanti costi vengono abbattuti con l’acquisto on-line. Pertanto si stabilirà fra i lettori più accaniti,ma con scarse risorse economiche, una intesa che farà ritornare alla stampa cartacea e ad uno scambio di libri per ridurre i costi. Inoltre molti dovranno limitare la loro cultura a “ciò che passa il convento”. Alla distanza il risultato sarà lo stesso: scarse vendite di libri e scarsi introiti per i creativi.