Crescere in sintonia: Poste italiane incontra le AACC

Lonate Pozzolo, località sconosciuta ai più della provincia di Milano, a due passi dall’aeroporto di Malpensa, ospita il più grande, nonché unico, centro di smistamento della corrispondenza pacchi in entrata e in uscita dal nostro Paese. 6.000 mq di capannone in cui lavorano circa 180 unità tra manovali, addetti ai controlli doganali, esperti di ministeri e periti. Ogni anno passano da qui 1,2 milioni di pezzi in importazione e 1,6 milioni in esportazione, con un incremento di traffico, rispetto al 2012, del 28%. Il commercio online ha sicuramente incentivato questo aumento delle spedizioni postali. E’ quanto spiegano i rappresentanti di Poste Italiane che nella giornata di ieri hanno accolto nel capannone di Lonate Pozzolo la rappresentanza del mondo associazionistico del Lazio (Emanuele Donzelli, responsabile del Gateway e Franco Basile, responsabile dei rapporti con la dogana).

Tra i paesi maggiormente coinvolti nelle esportazioni si trova la Cina (che invia prodotti prevalentemente a soggetti privati) e la Germania, per quanto riguarda i paesi UE; mentre dal lato delle importazioni la maggior parte dei prodotti arrivano da Cina e Stati Uniti. Un’attività così consistente da sentire il bisogno di farla conoscere e toccare con mano a coloro che rappresentano gli utenti finali del servizio.

L’iniziativa “Crescere in sintonia”, che fa parte del progetto “Dialogando con i consumatori”, lanciata da Poste Italiane nel 2013, ha avuto lo scopo di mostrare il funzionamento di questo centro di smistamento postale, e di quello di Milano Roserio, dove ha sede il Centro di meccanizzazione postale, al fine di mettere concretamente al corrente il mondo associazionistico dell’attività svolte da Poste Italiane. Un’attività che si avvale della collaborazione di molti partner esterni per garantire che lo smistamento venga effettuato secondo quanto previsto dalle leggi e dai regolamenti in vigore.

Importate è perciò la presenza dell’Agenzia delle Dogane, il Ministero della Salute (che attraverso l’Usmaf controlla persone e merci in arrivo e in partenza nel nostro Paese per evitare la diffusione di epidemie e sostanze non conformi alle disposizioni ministeriali), il Corpo Forestale dello Stato (per il controllo su piante e animali), il Posto di Ispezione Frontaliera, il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali e l’Istat.

“La comprensione dei processi aziendali e di controllo che vi sono dietro ogni spedizione è fondamentale”, spiegano i responsabili intervenuti, “se si vuole garantire ai cittadini-consumatori la sicurezza dei prodotti spediti”. Dice Romolo Giacani, responsabile delle relazioni esterne di Poste Italiane, gli incontri vanno visti come un’occasione per arricchire “il dialogo con le Associazioni, portando nuovi contenuti a confronto, per migliorare il rapporto e aiutare anche a superare le questioni più critiche che a volte possono nascere nei rapporti fra l’azienda e la clientela”.

Criticità che spesso sorgono da mancate consegne o ritardi che alcune volte sono imputabili proprio a tale attività di controllo specie nei casi in cui essa rileva difformità dai regolamenti o negligenze d parte degli utenti che compilano i moduli di spedizione omettendo dati importanti come quantità, descrizione del prodotto, valore. Su quantitativi tanto importanti di pacchi, in entrata e in uscita, verrebbe quasi da tollerare il margine di errore umano o il ritardo di 24 o 48 ore nella consegna. L’efficienza assoluta costa e, di questi tempi, si sa, le risorse sono sempre più scarse.

di Elena Leoparco

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