Crescita, Abi: proposte per i primi 100 giorni di Governo

L’Italia ha due grandi emergenze: la sfera istituzionale che richiede azioni urgenti per assicurare stabilità e ravvivare quei principi di civismo ed etica che rappresentano il collante indispensabile di ogni società; la sfera economica e sociale che richiede riforme in grado di coniugare il risanamento dei conti pubblici con il rilancio della crescita. Sfide forti, considerando la fragilità in cui si trova il Paese, a partire dal grande debito pubblico. Ma il percorso è stato in parte avviato e dobbiamo valorizzare i progressi fatti dal 2011.

“Occorre un Governo autorevole che sappia operare efficacemente su entrambi i fronti, nella consapevolezza che dare risposte alla prima emergenza è in qualche modo anche precondizione per affrontare la seconda”. E’ quanto si legge nel documento “Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l’Italia ha di fronte” approvato ieri dal Comitato esecutivo dell’Abi, Associazione bancaria italiana.

Il succo del documento è questo: la democrazia italiana ha bisogno di azioni urgenti in grado di rigenerarne il funzionamento. Le priorità sono: una nuova legge elettorale che garantisca la governabilità e la selezione degli eletti da parte dei cittadini; la riduzione dei costi della politica e un riavvicinamento tra la società e le istituzioni; la questione morale e la lotta contro la corruzione e tutte le forme di illegalità.

Ma non è tutto perché c’è un’emergenza economica e sociale che richiede riforme strutturali per rilanciare produttività e competitività, tutelare l’occupazione e ridare fiducia a famiglie e imprese.

La politica deve rifarsi a due principi guida: riaffermare il ruolo dell’Europa e dell’euro, da cui non si può più prescindere nella nuova geografia mondiale; aderire all’idea che solo un adeguato quadro di regole, a garanzia di concorrenza, trasparenza e stabilità, può assicurare la massimizzazione del benessere dei cittadini (il più alto rapporto tra qualità e prezzo dei beni e servizi resi).

L’Abi lancia alcune proposte. Sul piano del rigore finanziario bisogna rispettare gli equilibri così come disegnati nel Documento di Economia e Finanza (DEF) sia sul deficit, sia sul debito: messa in sicurezza dell’obiettivo di riduzione del rapporto debito/Pil secondo la regola prevista dal Fiscal Compact (almeno 3 punti l’anno) anche attraverso l’accelerazione del piano di privatizzazioni specie sul fronte delle partecipazioni degli enti locali; attuazione della Golden Rule (scomputo degli investimenti produttivi dal calcolo del deficit pubblico) e revisione del patto di stabilità interno.

Ecco i suggerimenti per i primi 100 giorni del “futuro” Governo:

  1. emanare un decreto legge con un tempestivo ed efficace piano per consentire il pagamento dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle imprese;
  2. rimodulare i programmi di austerità, ad esempio dando attuazione alla Golden Rule, sia attraverso una maggiore integrazione, anche tramite l’Unione Bancaria;
  3. rilanciare il mercato immobiliare (con interventi di stimolo alla domanda, ad es. revisione dell’IMU sullo stock di invenduto e sui capannoni dismessi, con una rimodulazione dell’IMU sulla prima casa, ad es. con un innalzamento della franchigia);
  4. alleggerire il carico fiscale su lavoro e impresa anche attraverso la tempestiva ripresa dei contenuti della delega fiscale. In quest’ambito la modifica del trattamento fiscale degli accantonamenti sui crediti delle banche consentirebbe di liberare ulteriori risorse per il finanziamento dell’economia;
  5. indentificare strumenti volti a facilitare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e a dare definitiva soluzione al problema degli esodati/salvaguardati;
  6. riformare la legge elettorale, ridurre i costi della politica e combattere la corruzione.

Un commento a “Crescita, Abi: proposte per i primi 100 giorni di Governo”

  1. fabia ha detto:

    le banche si dimenticano del ruolo di banca e si mantengono sps. in europa il costo del denaro è al 3-3.5% in Italia almeno al 9% TUTTAVIAle banche italiane Non erogano. e pensavamo che gli aiuti di stato fossero vietati x la competitività. e pensavamo che i denai bce fossero tutti uguali….