Ddl fisco più equo e trasparente, Consumatori in audizione alla Camera

L’Italia ha bisogno di un fisco più equo e trasparente e c’è un disegno di legge, presentato il 15 giugno scorso da Mario Monti in qualità di Ministro dell’economia, che delega il Governo a introdurre disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita. Ieri alla Camera si è tenuta un’audizione con le Associazioni dei consumatori in merito al provvedimento. Diverse le perplessità emerse, soprattutto rispetto all’insufficienza di obiettivi fissati e ai tempi di attuazione.

Le prime critiche sono arrivate da Codici: “Intanto critichiamo il disegno di legge, a nostro avviso vuoto in quanto carente di una descrizione dettagliata di quelle norme e quei provvedimenti che dovrebbero essere posti in essere al fine di garantire equità e trasparenze – ha commentato Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali dell’Associazione Codici – Di conseguenza il disegno di legge così com’è non risponde agli obiettivi prefissati. L’impressione è che il testo voglia rispettare tout court le imposizioni dell’Unione Europea senza garantire la tutela del cittadino consumatore”.

Codici, da parte sua, ha alcune proposte a cominciare da un ridimensionamento dei poteri di Equitalia, che è “in conflitto di interessi con il ruolo degli enti impositori”; secondo l’Associaizone bisogna permettere agli enti locali di provvedere alla riscossione diretta delle imposte, evitando così il passaggio ad Equitalia. Infine, Codici chiede una revisione del calcolo delle aliquote: “è inammissibile che beni  di lusso siano equiparabili a beni di  prima necessità”.

L’Adoc ha espresso perplessità sui tempi di attuazione dei disegno di legge, che potrebbero essere molto lunghi. “Condividiamo gli strumenti indicati per raggiungere l’equità fiscale, quale può essere una patrimoniale in base al reddito degli immobili – scrive l’Associazione in una nota – Ancora di più auspichiamo un serio incrocio di dati e controlli da effettuarsi sul territorio per i possessori di barche spesso intestate a società fittizie, per i possessori di Suv e macchine che superano la soglia di 25 mila euro”. L’Adoc auspica una patrimoniale il cui gettito sia impiegato per la riduzione del cuneo fiscale sui redditi da lavoro e pensione.  

Anche le risorse che arrivano dalla lotta all’evasione devono essere utilizzate per una riduzione della pressione fiscale sulle imprese. L’Adoc condivide quanto proposto sulla tassazione delle piccole imprese, ossia la separazione tra il titolare, il cui compenso è un costo per l’impresa, e il reddito della stessa; in questo contesto è auspicabile, una completa detassazione degli utili reinvestiti per incentivare una patrimonializzazione dell’impresa.

Infine, l’Adoc punta l’attenzione sui redditi medio bassi e chiede di accentuare i i controlli per il pagamento del dovuto, su dividendi e plusvalenze, va rivista l’aliquota di tassazione di queste ultime. “Invitiamo il Governo e i Parlamentari alla massima attenzione sulla cancellazione delle detrazioni fiscali; condividiamo la cancellazione di molte voci, ma non vanno assolutamente toccate quelle che riguardano la salute”.

Infine una considerazione sull’IMU: “E’ opportuna una riflessione e modifica di questo tributo, sulle strutture agricole, sugli immobili dei centri storici nei piccoli paesi, sugli immobili dei paesi semi abbandonati, che non producono reddito. Il tributo come è noto, ha comportato un abbassamento del valore dell’immobile, con conseguenze sul blocco delle vendite e quindi riflessi sulle entrate fiscali dello Stato. Le conseguenze sono ancora più deleterie se pensiamo al venir meno dell’interesse del proprietario per la ristrutturazione di immobili che non producono reddito, alle difficoltà che il proprietario incontra per reperire risorse finanziarie dalle banche su immobili deprezzati. Queste ragioni e le altre ci portano a sollecitare, nell’ambito del suddetto disegno di legge, una revisione del tributo IMU per una questione di equità ma anche per aiutare a rimettere in moto l’economia”.

 

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