E-cig Ovale, Altroconsumo segnala messaggio all’Antitrust

Non c’è giorno che non si parli delle sigarette elettroniche. Ieri era per il parere (non vincolante) del Consiglio Superiore di sanità, oggi per la pubblicità utilizzata per sponsorizzare una marca che produce e-cig. A puntare il dito contro il messaggio è stata Altroconsumo: due immagini, quella del vapore prodotto dall’acqua che bolle e dal ferro da stiro in funzione, e una scritta “Lo chiameresti fumo passivo?”. Più in basso una sigaretta elettronica, con il fumo che esce in evidenza.

“Pur non dichiarandolo apertamente, messe tutte insieme (immagini e scritta) lasciano intuire che fumare una sigaretta elettronica è come respirare vapore acqueo. Messaggio che trae in inganno il consumatore” spiega Altroconsumo che ha segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato la pubblicità della sigaretta elettronica Ovale, apparsa alcuni giorni fa su un quotidiano.

L’Associazione aggiunge: “Le sigarette elettroniche, contrariamente a quanto fa vedere la pubblicità, non hanno emissioni. Non bruciano come le normali sigarette e producono vapore solo quando il fumatore fa un tiro e inala il contenuto. Vapore, quest’ultimo, che non è assimilabile a quello acqueo: le sigarette elettroniche vaporizzano il contenuto delle cartucce di ricarica, che di solito contengono glicerolo, glicole propilenico, aromi, acqua e nicotina. Per quanto riguarda la scritta, poi, il fumo passivo prodotto dalle esalazioni dei fumatori “elettronici” non è assimilabile a quello della sigaretta tradizionale perché meno rischioso per la salute, ma non per questo è accostabile al vapore acqueo. Parlare di fumo passivo come fa la pubblicità, quindi, è uno stratagemma per convincere i consumatori che le sigarette elettroniche non fanno male: cosa che deve essere ancora dimostrata”.

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