CdM: eco-bonus rinviati, stop a finanziamento pubblico partiti

Stop al finanziamento pubblico ai partiti e rinvio al prossimo CdM della decisione sugli eco- incentivi. Sono queste le principali decisioni prese dal Consiglio dei Ministri che si è riunito oggi a Palazzo Chigi. Sul primo punto il Governo ha deciso di deliberare, entro la prossima settimana, un disegno di legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e sulla trasparenza e democraticità del loro funzionamento. Gli eco-bonus al 55% e gli sgravi al 50% per le ristrutturazioni edilizie saranno approvati nel prossimo CdM.

Il disegno di legge sul finanziamento ai partiti prevede:

  • l’abrogazione delle vigenti norme sul finanziamento pubblico dei partiti;
  • la definizione di procedure rigorose in materia di trasparenza di statuti e bilanci dei partiti;
  • la semplificazione delle procedure per le erogazioni liberali dei privati in favore dei partiti, ferma l’esigenza di assicurare la tracciabilità e l’identificabilità delle contribuzioni;
  • l’introduzione dei meccanismi di natura fiscale, fondati sulla libera scelta dei contribuenti, a favore dei partiti;
  • la disciplina di modalità di sostegno non monetario al funzionamento dei partiti in termini di strutture e servizi.

Il Consiglio dei ministri ha poi avviato l’esame del decreto sul risparmio energetico e sugli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie. Il decreto prevede il recepimento della Direttiva 2010/31 in materia di prestazione energetica nell’edilizia in relazione alla quale è in corso una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia avviata dalla Commissione europea.  Il decreto completa anche il recepimento della Direttiva 2002/91/CE, che la Direttiva 2010/31/UE rifonde e contestualmente abroga.

Viene così integrata  la normativa di recepimento già in vigore:

  • viene adottata a livello nazionale una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici che tenga conto, tra l’altro, delle caratteristiche termiche dell’edificio, nonché degli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda;
  • vengono fissati i requisiti minimi di prestazione energetica in modo da conseguire livelli ottimali in funzione dei costi. I requisiti minimi di prestazione energetica, da applicarsi agli edifici nuovi e a quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, sono riveduti ogni 5 anni;
  • nasce la definizione di  “edifici a energia quasi zero” e viene redatta una strategia per il loro incremento tramite l’attuazione di un Piano nazionale che comprenda l’indicazione del modo in cui si applica tale definizione, gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015, informazioni sulle politiche e sulle misure finanziarie o di altro tipo adottate per promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici. Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero. Gli edifici di nuova costruzione occupati dalle Amministrazioni pubbliche e di proprietà di queste ultime dovranno rispettare gli stessi criteri a partire dal 31 dicembre 2018;
  • viene infine previsto un sistema di certificazione della prestazione energetica degli edifici che comprenda informazioni sul consumo energetico, nonché  raccomandazioni per il miglioramento in funzione dei costi. La redazione dell’attestato è obbligatoria in caso di costruzione, vendita o locazione di un edificio o di un’unità immobiliare, nonché per gli edifici occupati dalla Pubblica Amministrazione.

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