Edicole in sciopero dal 24 al 26 febbraio: come saranno le elezioni senza giornali?

Edicole chiuse il 24, 25 e 26 febbraio, in coincidenza con le elezioni politiche, per richiamare l’attenzione sulla profonda crisi in cui versa la categoria. A proclamarlo sono le organizzazioni sindacali dei rivenditori di periodici e quotidiani, Snag Confcommercio, Sinagi (Flc Cgil) e Usiagi Ug. “Tra le cause della crisi in atto – si legge in una nota – la prolungata assenza di regole certe richieste con forza e ripetutamente al Governo e alla Federazione Italiana Editori di Giornali (Fieg); la mancata riforma dell’editoria promessa dai vari Governi; la mancata apertura del confronto per il rinnovo dell’accordo nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e dei periodici”.

“Il silenzio del Governo e della Fieg – continua la nota – è divenuto intollerabile a fronte di 30.000 posti di lavoro che rischiano di sparire nei prossimi mesi, aggiungendosi agli oltre 20.000 posti di lavoro persi negli ultimi anni a seguito della chiusura di 10.000 edicole. Dati allarmanti che mettono in risalto lo stato di assoluto pericolo in cui versa non solo la categoria degli edicolanti, ma il diritto costituzionalmente garantito al pluralismo dell’informazione”.

A proposito del pluralismo dell’informazione, domani, 7 febbraio, presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana in Corso Vittorio Emanuele a Roma, ci sarà una conferenza stampa per la presentazione della campagna europea per il pluralismo dei media. “La libertà e il pluralismo dei media sono sotto attacco in Europa – si legge in una nota del comitato italiano dell’Iniziativa Europea per il Pluralismo dell’Informazione – L’erosione del diritto a un’informazione indipendente, libera e plurale è una minaccia al pieno esercizio della cittadinanza europea. Oggi questo diritto può, però, essere rivendicato firmando una ‘dichiarazione di sostegno’ all’Iniziativa Europea per il Pluralismo dei Media. Grazie al nuovo strumento di democrazia diretta previsto dal Trattato di Lisbona – l’Iniziativa dei Cittadini Europei – è, infatti, possibile chiedere alle istituzioni europee di salvaguardare con norme comuni e vincolanti il diritto a un’informazione indipendente e pluralista, come sancito dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea”.

L’ambizione del comitato italiano è quella di mobilitare i cittadini per rivendicare l’impegno delle istituzioni europee a sostegno dei diritti civili e delle libertà fondamentali, anche quando gli Stati li trascurano, come sempre più sta avvenendo. L’Iniziativa dei Cittadini Europei per il Pluralismo dei Media chiede, in particolare:

  1. Una legislazione efficace per evitare la concentrazione della proprietà dei media e della pubblicità;
  2. una garanzia di indipendenza degli organi di controllo rispetto al potere politico;
  3. la definizione del conflitto di interessi per evitare che i magnati dei mezzi di informazione occupino alte cariche politiche;
  4. sistemi di monitoraggio europei più chiari per verificare con regolarità lo stato di salute e l’indipendenza dei media negli Stati Membri.

Affinché tutto questo diventi possibile, è necessario raggiungere un milione di firme, un numero che permetterà all’Iniziativa e a tutti i Cittadini che partecipano alla campagna di aprire un nuovo processo legislativo su tali fronti a livello Europeo.

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