Educazione finanziaria, al via Fondazione dell’Abi

Sono 10 milioni gli italiani che avrebbero bisogno di possedere competenze economiche di base. Il gap che ci separa dal resto del mondo è ancora troppo profondo. Secondo il Word Competitiveness Index, siamo solo al 44° posto per la diffusione di educazione finanziaria e al 37° per gli investimenti in capitale umano. L’apertura della nuova Fondazione per l’Educazione finanziaria e il Risparmio, promossa dall’Associazione Bancaria Italiana e presentata oggi in conferenza stampa, vuole essere un punto di partenza per la diffusione su tutto il territorio di una cultura economica attraverso l’organizzazione di eventi e attività didattiche.

“Migliorare la comprensibilità dei concetti di base dell’economia è un passo cruciale per innalzare il livello di consapevolezza e responsabilità di ognuno”, dichiara Antonio Patuelli, Presidente di Abi. La Fondazione si servirà della collaborazione con le scuole e le università, al fine di arrivare indirettamente anche alle famiglie e avere quindi una diffusione più capillare possibile. “Altri attori importanti – dice Andrea Beltratti, neo presidente della Fondazione – saranno le Associazioni dei consumatori, con le quali già da tempo l’Abi collabora con una serie di iniziative come campagne di formazione e informazione (circa 50 incontri ogni anno in tutta Italia)”.

Miur e Mef, pur non essendo direttamente coinvolti nel progetto che nasce come iniziativa privata da arte di Abi, sono però molto vicini all’idea di migliorare l’apprendimento finanziario. Fabrizio Pagani, Capo segreteria tecnica presente in sala in rappresentanza del Ministero dell’Economia e della Finanza, sostiene infatti che “una cittadinanza più educata e informata sulle questioni finanziarie migliora il sistema di mercato nel suo complesso e risulta positiva in situazioni di crisi come quella che stiamo vivendo.”

Avere idee più chiare sugli investimenti e competenze almeno di base può essere fondamentale per prevenire rischi sul risparmio personale. Dal 2008 ad oggi, l’Abi ha svolto un ruolo rilevante nella diffusione delle conoscenze di base in materia economica, coinvolgendo 18 regioni, 79 province, 1.600 scuole e 3.500 docenti.

Quale sarà nello specifico il programma della Fondazione? Innanzitutto la creazione di contenuti didattici che siano originali e semplici, ben lontani dal sapere nozionistico e molto più vicini all’esperienza quotidiana. È prevista l’organizzazione di iniziative rivolte alle scuole (e non solo) per la diffusione di questo materiale. Centrale sarà anche la partecipazione a gruppi di lavoro europei per la realizzazione di una rete internazionale di specialisti che consenta di condividere le esperienze sviluppate.

di Elena Leoparco

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