Egitto sì, Egitto no: i Consumatori si dividono

Chi ha prenotato una vacanza in Egitto ed è in procinto di partire non sta attraversando un bel momento. O, perlomeno, rischia di partire non con lo spirito giusto, quello che dovrebbe caratterizzare tutte le vacanze: voglia di sole, mare e zero preoccupazioni. La situazione politica dell’Egitto, i vari disordini, stanno mettendo molti viaggiatori nelle condizioni di rinunciare al proprio viaggio. A che costo? La diatriba è apertissima e le Associazioni dei Consumatori non aiutano. La questione è chiara: si può annullare un viaggio anche in destinazioni non interessate dal famoso ‘sconsiglio’ della Farnesina? Sappiamo che in questi casi il tour operator è obbligato a far cambiare meta ai viaggiatori a costo zero. Che si fa, invece, se il viaggio è prenotato in una altra zona che secondo la Farnesina è sicura?

Per quanto riguarda l’Egitto, il Ministero degli Esteri ha detto – il 5 luglio scorso – di evitare Il Cairo, Alessandria, tutta la zona dell’Alto Egitto fra cui Luxor ed Assuan, il delta del Nilo e la penisola del Sinai.  E se abbiamo prenotato una vacanza a Sharm El Sheikh? Le Associazioni si dividono. Movimento Consumatori, Federconsumatori e Adiconsum sostengono che essendo lo sconsiglio limitato, i viaggiatori non hanno diritto a recedere dal contratto. Tuttavia, Federconsumatori suggerisce di ‘provarci’ chiedendo aiuto allo sportello SOS Turista mentre Adiconsum ha chiesto soccorso ad Astoi e Fiavet affinchè acconsentano in ogni caso al cambio di destinazione.

Di tutt’altro avviso il Codacons secondo cui la Corte di Cassazione (Sez. III, sentenza 24.07.2007 n° 16315), al riguardo, si è espressa in maniera molto chiara: la “finalità turistica” (o “scopo di piacere”) connota la causa concreta del contratto. Ne deriva quindi che eventi sopravvenuti alla stipula del contratto incidendo negativamente sulla sicurezza del soggiorno e, quindi, sulla “finalità turistica” del viaggio, comportano l’estinzione del contratto per sopravvenuta irrealizzabilità della causa concreta dello stesso.

Scrive infatti la Cassazione (Sez. III, sentenza 24.07.2007 n° 16315) che la finalità turistica è “causa concreta che, da un canto, vale a qualificare il contratto, determinando l’essenzialità di tutte le attività ed i servizi strumentali alla realizzazione del preminente scopo vacanziero, e cioè il benessere psico-fisico che il pieno godimento della vacanza come occasione di svago e di riposo è volto a realizzare. Da altro canto, assume rilievo quale criterio di adeguamento del contratto la sopravvenuta impossibilità di utilizzazione della prestazione deve essere come nella specie tale da vanificare o rendere irrealizzabile la “finalità di vacanza”, laddove irrilevanti rimangono viceversa le finalità ulteriori per le quali il turista si induce a stipulare il contratto (es., desiderio di allontanarsi per un po’ dal coniuge o dalla ci cerchia degli amici o dall’ambiente di lavoro), in cui si sostanziano propriamente i motivi. Pur essendo la prestazione in astratto ancora eseguibile, il venir meno della possibilità che essa realizzi lo scopo dalle parti perseguito con la stipulazione del contratto (nel caso, lo “scopo di piacere” in cui si sostanzia la “finalità turistica”), essa implica il venir meno dell’interesse creditorio, quale vicenda che attiene esclusivamente alla sfera del creditore”.

In altre parole, il Codacons non ha dubbi: chiunque abbia acquistato una vacanza in Egitto e, a seguito delle tensioni scoppiate nel paese, ritiene venga meno la finalità turistica del proprio viaggio, può chiedere l’annullamento del pacchetto senza penali. Il Codacons invita pertanto tutti i cittadini italiani intenzionati a disdire la vacanza precedentemente acquistata a rivolgersi all’associazione per ottenere informazioni e consigli pratici su come far valere i propri diritti.

Di Valentina Corvino

Un commento a “Egitto sì, Egitto no: i Consumatori si dividono”

  1. Paolo ha detto:

    salve,mi chiamo Vicentini Paolo,di Ravenna.
    devo partire per marsa Alam il 7 settembre prenotato quando la situazione era tranquilla meta giugno .provato in agenzia a cambiare meta anche facendo un viaggio più costoso ,ma nulla da fare li tour operator mi ha risposto che perderei 550 euro
    su 2200 che dovrei pagare ,anche se manca più di un mese alla partenza.quindi ci resta solo di andare avanti ,ma le cose la non migliorano anzi…nel sito viaggiare sicuri ,l’articolo è un mese che è sempre uguale cambiano solo la data ,un copia e incolla.c’è da fidarsi? Visto che dovrebbero tutelarci.per dare lo sconsiglio devono aspettare che delle persone perdano la vita,io parto con una bimba di 8 anni,con tantissima paura,dopo aver lavorato un anno per riuscire a fare una settimana di relax.non si può fare nulla ? grazie scusate per lo sfogo ma mi sembra troppo assurda come situazione.se avete qualche consiglio sarà ben accetto .cordiali saluti