Emilia-Romagna, vaccini obbligatori per iscrivere i bambini al nido

L’Emilia-Romagna fa da apripista in tutta Italia e introduce l’obbligo delle vaccinazioni per iscrivere i bambini al nido. Nella regione sarà dunque obbligatorio vaccinare i minori con antipolio, antidifterica, antitetanica e antiepatite B per accedere ai nidi pubblici e privati. Secondo il presidente regionale Stefano Bonaccini è “una misura a tutela della salute pubblica e dei bimbi più deboli. Apriamo la strada a livello nazionale”.

La decisione dell’Emilia-Romagna arriva dunque in un contesto caratterizzato da una progressiva riduzione della percentuale di popolazione vaccinata, scesa in regione sotto la soglia del 95% raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per la cosiddetta “immunità di popolazione”: se almeno il 95% della popolazione è vaccinata si proteggono indirettamente anche quanti non si sono potuti vaccinare. 

asilo-nidoAdesso dunque è legge ed è la prima varata da una Regione italiana: per poter frequentare gli asili nidi dell’Emilia-Romagna i bambini dovranno essere vaccinati. La norma è contenuta nel progetto di legge della Giunta regionale di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia, approvato ieri dall’Assemblea legislativa con 27 voti favorevoli (Pd), 5 no (M5s) e 10 astenuti (Sel, Ln, Fdi, Fi). L’articolo 6, quello che introduce l’obbligatorietà dei vaccini, è stato votato da Pd, Sel, Fdi, Fi; contrario il M5s, astenuta la Ln. Nel ridisegnare i servizi 0-3 anni, la norma introduce come requisito d’accesso a quegli stessi servizi, pubblici e privati, “l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente”, e quindi aver somministrato ai minori l’antipolio, l’antidifterica, l’antitetanica e l’antiepatite B. Una misura che vuole dunque fronteggiare il calo della copertura vaccinale: in Emilia-Romagna tale copertura è stata del 93,4% nel 2015 dopo essere scesa al di sotto di quella richiesta dall’OMS nel 2014, quando arrivò al 94,5%.

Per quanto riguarda più in generale i servizi educativi per la fascia di età da 0 a 3 anni – spiega il portale della Regionela riforma tocca un sistema regionale fatto di 1.199 servizi per oltre 32.500 bimbi iscritti. Punti cardine della nuova legge sono più garanzia dell’equità e della qualità dei servizi, peraltro sottoposti a processi di valutazione; l’accreditamento delle strutture private, sinora mai attuato, che viene semplificato ma reso più efficace e che si aggiungerà all’autorizzazione, per un’offerta educativa più trasparente; la formazione del personale e la nuova collocazione dei coordinamenti pedagogici presso i Comuni capoluogo a seguito del superamento del ruolo delle Province.

 “Anche in questi giorni abbiamo letto di un contatto col batterio della difterite in Italia e sentito il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, ipotizzare il ritorno della poliomelite, malattie che sembravano sconfitte –  ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini – La nostra legge è dunque a tutela della salute pubblica, cioè delle nostre comunità, e soprattutto dei bambini più deboli, quelli che per motivi di salute, immunodepressi o con gravi patologie croniche, non possono essere vaccinati e che sono quindi più esposti a contagi. Siamo i primi in Italia ad adottare questa misura, aprendo la strada, visto che altre Regioni intendono fare lo stesso e che se ne parli come di un provvedimento di interesse nazionale. In Emilia-Romagna la percentuale di bambini vaccinati è notevolmente diminuita negli ultimi anni- prosegue Bonaccini- dal 2014 è scesa al di sotto del livello di sicurezza del 95% e nel 2015 la copertura per le quattro vaccinazioni obbligatorie ha raggiunto il 93,4% rappresentando un potenziale rischio per la salute della collettività. I genitori hanno cambiato atteggiamento verso le vaccinazioni pediatriche, soprattutto per via di informazioni non corrette e prive di basi scientifiche che vengono diffuse in particolare online. Viceversa, noi abbiamo deciso che la salute delle persone va garantita e protetta, non lasciata a improbabili convinzioni o, per usare le recenti parole sui vaccini del presidente Repubblica, Mattarella, a sconsiderate affermazioni prive di fondamento”.

Ci sarà tempo fino a maggio-giugno del 2017 per mettersi in regola. L’obbligo in Italia riguarda oggi quattro vaccinazioni – contro la poliomielite, la difterite, il tetano e l’epatite B – e la nuova legge regionale specifica che per preservare lo stato di salute “sia del minore sia della collettività” con cui il minore stesso viene a contatto, “costituisce requisito di accesso ai servizi educativi e ricreativi pubblici e privati l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente”. Ai fini dell’accesso, la vaccinazione deve essere omessa e differita solo in caso di pericoli concreti accertati per il bimbo, “in relazione a specifiche condizioni cliniche”. Entro un mese dall’entrata in vigore della legge la Giunta regionale, attraverso un provvedimento apposito, specificherà “le forme concrete di attuazione” del comma sui vaccini. Per l’accesso al nido, i genitori dei bimbi non ancora vaccinati avranno tempo per presentare il certificato di avvenuta vaccinazione fino a quando non sarà accettata la domanda d’iscrizione (maggio-giugno 2017, data che varia a seconda del Comune di appartenenza). Parallelamente, la Regione si impegna a rafforzare azioni, interventi di comunicazione e informazione sull’importanza delle vaccinazioni. 

Un commento a “Emilia-Romagna, vaccini obbligatori per iscrivere i bambini al nido”

  1. Rinaldin Franco scrive:

    Rendere certi importanti vaccini obbligatori è una decisione saggia, necessaria e sopratutto ovvia; infatti non capisco tutta questa confusione all’italiana. Come ai miei tempi i vaccini erano obbligatori altrimenti non potevi andare a scuola e mi pare giustissimo: se vuoi andare a scuola devi vaccinarti PER NON IMPESTARE GLI ALTRI BAMBINI!!! E lo dico a tutti quelle specie di genitori che non vogliono far vaccinare i propri figli forse perchè non hanno nulla di meglio cui pensare!!!