Energia, Codici: verso l’addio al mercato libero?

L’Italia non solo ha perso la strategia energetica nazionale (SEN) che era stata messa a punto dal MISE, ma sta perdendo rapidamente anche la capacità di competizione tra gli operatori a causa di posizioni dominanti o della scarsa capacità di fare mercato. E’ quanto sostiene il Codici nel Position Paper presentato durante l’audizione Annuale dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. L’Associazione sostiene che “se si continua su questa strada fra pochi mesi numerose compagnie che operano nel mercato libero chiuderanno o lasceranno il Paese” e l’Italia “brucerà quindi anche quella piccola fiammella accesa con il  mercato libero”.

“I Distributori e gli Incumbent del mercato tengono in scacco tutto il resto della filiera e spesso sono causa della chiusura di attività commerciali o dell’indebitamento delle famiglie a causa di conguagli stratosferici o di mancate letture. La bolletta italiana si è trasformata nel luogo in cui scaricare tutte le inefficienze del sistema degli operatori e dove dar luogo ad una politica dei sussidi incrociati tipica dei mercati statalisti. Basti pensare che ancora oggi si tengono in vita le centrali ad olio combustibile o si pagano Stoccaggi virtuali(ovvero inesistenti), nonostante siamo in sovrapproduzione da Fonti rinnovabili” ha dichiarato  Luigi Gabriele, Affari istituzionali e regolatori Codici, che chiede al Governo, al Parlamento e All’AEEG, di convocare gli Stati Generali dell’Energia con i consumatori finali, per sciogliere i nodi derivanti da: Distribuzione, Liberalizzazione ultimo miglio e servizi post contatori, assorbimento delle FER e stoccaggio domestico, revisione dei sussidi e degli oneri generali di sistema, piena liberalizzazione del mercato con superamento della Tutela, nuovo protagonismo per le associazioni di rappresentanza dei consumatori finali nel monitoraggio e controllo del sistema complessivo.

Un commento a “Energia, Codici: verso l’addio al mercato libero?”

  1. Pier Luigi Caffese ha detto:

    Il Governo sa benissimo come ridurre le bollette ma è ostaggio di una potente lobby fossile che non vuole questa riduzione.IlGoverno ha i piani ed i soldi che è un prestito erogato da EIB per 45 miliardi per il piano acqua energia in 10 anni.Non chiede i soldi all’Eib che sono garantibili da 35 miliardi di fondi comunitari,che vanno alle fiere di paese.L’acqua-mare permettono una energia a 20 euro MWh ,il gas a 100 euro al MWh.Poi Scaroni al Senato propone lo shale gas che costa poco negli Usa 3$MBtu,poi lui ci mette 17$ ed arriva a 20 $ MBtu e Lui,grande ceo energetico, dice che è conveniente.Dove? Se il Giappone ha appena denunciato questo misfatto.Ma Scaroni dove vive,con il paraocchi?Poi il Presidente Recchi insiste con il bilanciamento gas come se noi ignoranti in energia non sapessimo autobilanciarci le rinnovabili con mare ed acqua senza gas caro.Ci credono dei cretini energetici ed intanto affondano il paese.