Equitalia, inchiesta su corruzione funzionari. Dura reazione delle AACC

Equitalia coinvolta in un giro di mazzette su cui sta indagando la Procura di Roma: indagati, per ora, 5 funzionari di Equitalia che avrebbero garantito vantaggi finanziari a imprenditori e professionisti dietro pagamento di mazzette. Sono in corso perquisizioni su tutto il territorio nazionale e la Guardia di Finanza sta acquisendo documenti – a Roma, Venezia, Genova, Napoli e altre città – negli uffici dei funzionari della società di riscossione, in sedi Inps e nelle case e negli uffici di imprenditori e professionisti. Equitalia precisa in una nota ufficiale che “sta già collaborando con gli inquirenti affinché venga fatta piena luce sui fatti oggetto di indagine e sulle eventuali responsabilità”. “A tal fine, rimarrà a disposizione per fornire tutti i documenti e le informazioni necessari e procederà a porre in essere le opportune iniziative contro le eventuali responsabilità che emergeranno a carico dei dipendenti coinvolti nelle indagini, a tutela della funzione pubblica dell’agente della riscossione e della propria immagine”. Nel pomeriggio, da Equitalia è arrivata una ulteriore nota: “In merito all’inchiesta avviata oggi dalla Guardia di Finanza si precisa che nessun dirigente di Equitalia ha ricevuto avvisi di garanzia – si legge – Al momento risulta indagato un unico dipendente, con sede di lavoro a Roma, che Equitalia ha provveduto ad allontanare in via cautelativa dal servizio. Si precisa, inoltre, che Equitalia ha dato mandato ai propri legali per costituirsi quale parte offesa in relazione all’accaduto”.

La notizia ha suscitato dure reazioni da parte delle Associazioni dei consumatori.

“Un fatto grave, ma che non mi sorprende – commenta il Segretario Nazionale del Codici Ivano Giacomelli – Quanto accaduto getta ombra sulle procedure di riscossione e sul principio di discrezionalità”. “La battaglia dell’associazione contro i metodi vessatori applicati dalla società di riscossione è ormai nota e tali metodi  potrebbero, a quanto pare,  dare adito anche a fenomeni di corruzione proprio come ipotizzato dagli stessi inquirenti”. Codici invita a fare chiarezza su quanto accaduto e ad informare costantemente i cittadini. Intanto, annuncia che si costituirà parte civile in caso di processo.

“Le indagini devono andare a fondo a quello che per noi oggi è un vero paradosso: la macchina che per tanto tempo ha affamato le famiglie con le sue cartelle pazze e i suoi salassi viene indagata addirittura per corruzione nella riscossione dei tributi. L’alterazione della correttezza dei dati nei versamenti e la concessione di rateizzazioni in cambio di denaro è un reato grave e discriminatorio, soprattutto alla luce di tutti i problemi causati da questo grande e disorganizzato apparato”. Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC), in prima linea nella lotta alle pretese infondate del fisco nei confronti dei contribuenti, esprime così la sua sorpresa alla notizia delle perquisizioni condotte in abitazioni e uffici delle sedi di Equitalia da parte della Guardia di Finanza. “Pretendiamo – continua MDC – si arrivi alla verità e che saltino fuori tutte le sedi coinvolte, oltre che i diretti responsabili. Prima di scavare nelle tasche dei cittadini forse Equitalia avrebbe dovuto guardare nelle tasche dei suoi funzionari”.

Secondo Federconsumatori e Adusbef la notizia porta alla luce un fenomeno grave e inquietante. “Mentre nella giusta e necessaria opera di lotta all’evasione si mettevano in campo, in molti casi, atteggiamenti esageratamente punitivi -se non vessatori- nei confronti dei cittadini più deboli, secondo la Guardia di Finanza si adottavano comportamenti illegali per agevolare, tutelare e garantire la fascia di evasione più alta e potente”. Federconsumatori e Adusbef chiedono che si faccia piena luce, si accertino tutte le responsabilità e si colpiscano dirigenti e funzionari che risultassero corrotti. I contribuenti onesti, e in special modo i lavoratori dipendenti e i pensionati che pagano imposte e tasse fino all’ultimo centesimo, hanno il diritto di pretendere che la lotta all’evasione fiscale sia finalmente condotta con serietà ed efficienza a tutti i livelli, senza favoritismi e indebite protezioni.

Il Codacons, da parte sua, annuncia l’intenzione di costituirsi parte civile in rappresentanza dei contribuenti italiani nella vicenda che vede coinvolta Equitalia.“Gli illeciti contestati dalla Procura di Roma sono gravissimi e rappresentano un danno non solo per i contribuenti onesti, ma per tutti i cittadini, considerate le ripercussioni sul fronte delle entrate fiscali – spiega il presidente Carlo Rienzi – La Procura dovrà accertare le responsabilità connesse alla vicenda, anche sul fronte della vigilanza da parte dell’ente. I cittadini, intanto, attraverso il Codacons si preparano a costituirsi parte civile e ad avviare le dovute azioni risarcitorie, considerati i danni alla collettività prodotti da irregolarità nelle riscossioni fiscali”.

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