Europa: niente accordo a Bruxelles, a rischio l’Erasmus 2012

I ministri delle Finanze dei 27 Paesi Ue non raggiungono l’accordo sulla correzione di bilancio 2012 e su quello 2013. Se la settimana prossima non si troverà una posizione comune, l’Ue non potrà più pagare le borse degli studenti già partiti per quest’anno e di quelli in partenza per il programma di studio all’estero. A rischio anche altri progetti di ricerca e di finanziamento sociale e di coesione. Tre Paesi volevano bloccare anche in fondi all’Emilia-Romagna per il terremoto. Qualche passo avanti su Tobin Tax e sorveglianza bancaria.

A rischio l’Erasmus per il 2012. Alcuni Paesi membri si sono opposti alla rettifica di bilancio chiesta dalla Commissione europea a fine ottobre. Il 24 ottobre il Commissario Ue al Bilancio Janusz Lewandowski aveva chiesto 9 miliardi di euro di ratifica per il bilancio 2012 per pagare gli impegni finanziari già sottoscritti da Bruxelles. 90 milioni dovevano servire a pagare le fatture già emesse per il programma Erasmus di quest’anno. Il mancato accordo di ieri impedisce all’Ue di pagare le borse già vinte dagli studenti fino alla fine dell’anno.

Restano a secco anche altri progetti e programmi europei. I 9 miliardi chiesti dalla Commissione europea dovevano servire a pagare anche altri progetti di studio e ricerca come il Settimo programma quadro della ricerca (344 milioni), il Lifelong Learning programme (180 milioni), e lo Spazio europeo di libertà e sicurezza (78 milioni). Altri capitoli di spesa che restano scoperti sono il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (17,7 milioni), il Galileo (4,8 milioni), il Fondo sociale europeo (3 miliardi), il Fondo di sviluppo regionale (2,7 miliardi) e il Fondo di coesione (1,3 miliardi).

Niente accordo nemmeno sul bilancio Ue 2013. I ministri europei non hanno approvato nemmeno il prossimo esercizio di bilancio europeo visto che alcuni Paesi si sono opposti all’aumento del 6,8% rispetto al budget 2012 (quindi un totale di 138 miliardi) chiesto dalla Commissione europea. Se si arriverà al 31 dicembre senza un accordo, per il 2013 l’Ue dovrà avvalersi del cosiddetto “esercizio provvisorio”, ovvero ogni mese sarà stanziato automaticamente un dodicesimo (come i mesi) del bilancio 2012, e questo finché non sarà trovato un accordo. Per quanto riguarda i 9 miliardi del 2012, invece, visto che si tratta di fatture già stanziate, la Commissione europea è passibile di “messa in mora”, ma si tratta di multe che dovranno essere pagate dai Paesi membri visto che l’Ue non dispone di risorse proprie. Nel pomeriggio di ieri il Parlamento europeo ha annunciato che non avrebbe preso parte ai negoziati visto il “mancato accordo tra i Paesi membri”.

Salvi di un soffio gli aiuti all’Emilia-Romagna. Grazie alle negoziazioni del Ministro alle Politiche Comunitarie Enzo Moavero, l’Italia è riuscita a scorporare i 670 milioni di aiuti all’Emilia-Romagna per il terremoto della scorsa primavera. I fondi erano a rischio perché precedentemente rientravano nella rettifica di bilancio Ue chiesta dal Commissario Lewandowski. Gran Bretagna, Svezia e Finlandia si sono opposte a questo scorporo.

Ancora No alla condivisione del debito nell’eurozona. Germania e Finlandia hanno ribadito il proprio No ai cosiddetti Eurobond, ovvero le obbligazioni di debito comune all’interno dell’eurozona. I due paesi si sono espressi contro l’inserimento nel “2 pack” (il secondo pacchetto legislativo Ue dopo il “6pack” per il rafforzamento della disciplina di bilancio) degli eurobond e di un fondo di redenzione del debito. “Non accetteremo nessun passaggio su emissioni comuni di debito o sulla sua mutualizzazione”, ha detto il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble.

Tobin Tax, tentazione olandese. I Paesi Bassi non hanno escluso di aderire in un secondo momento, “se e quando” determinate “condizioni potranno essere rispettate” alla cooperazione rafforzata che vede oggi undici Paesi andare avanti con la Tobin Tax. Ad oggi si tratta di Francia, Germania, Italia, Austria, Belgio, Grecia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna ed Estonia. Dopo l’ok del Parlamento, deve essere il Consiglio a dare il via libera alla proposta legislativa presentata dalla Commissione. Polonia, Gran Bretagna e Malta restano invece seriamente preoccupate dei potenziali “effetti di fuga dei capitali” che comporterebbe secondo loro la Tobin tax.

“Sorveglianza bancaria difficile ma possibile”. Lo ha detto il Commissario Ue al Mercato interno, il francese Micheal Barnier, secondo cui “un accordo entro fine anno sul funzionamento del meccanismo unico di sorveglianza bancaria sotto l’egida della Bce è difficile ma possibile”. Il Ministro italiano all’Economia Vittorio Grilli ha però aggiunto che “la sorveglianza delle banche dei paesi dell’Euro non può ricadere solo sulla Banca centrale europea, ma va delegata alle autorità nazionali”.

@AlessioPisano

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