Famiglia-lavoro, Parlamento Ue: 10 giorni per congedo paternità

Congedo di paternità di almeno dieci giorni lavorativi e due mesi di congedo parentale e non trasferibile. Dal Parlamento europeo arriva il via libera a una serie di nuove misure che hanno l’obiettivo di conciliare meglio vita di famiglia e lavoro e di promuovere la parità di genere, con un maggiore coinvolgimento dei padri (e dei “secondi genitori equivalenti”) alla nascita di un figlio. Le nuove norme sono state approvate ieri in via definitiva in Plenaria.

Si prevede un minimo di dieci giorni lavorativi di congedo di paternità retribuiti come l’indennità di malattia, due mesi di congedo parentale retribuito e non trasferibile, cinque giorni di congedo annuale per chi assiste familiari malati o anziani. La legge, già concordata informalmente con i ministri UE, stabilisce i requisiti minimi che tutti gli Stati dovranno attuare nel tentativo, spiega il Parlamento euroopeo, di aumentare le opportunità delle donne nel mercato del lavoro e rafforzare il ruolo del padre, o di un secondo genitore equivalente, nella famiglia. Beneficeranno di tali norme i bambini e la vita familiare, rispecchiando meglio i cambiamenti sociali e promuovendo la parità di genere.

Questa direttiva vuole realizzare una maggiore parità di genere e una migliore divisione delle responsabilità – ha detto il relatore David Casa (PPE, MT) – Le donne hanno sofferto a causa della mancanza di parità, che ha portato a differenze di retribuzione e a un divario pensionistico. Ora saranno sostenute per entrare nel mercato del lavoro e raggiungere il loro pieno potenziale, mentre i padri avranno un ruolo più importante nell’educazione dei loro figli. Questa direttiva va anche a vantaggio dei familiari che si occupano di una generazione più anziana. È positiva per gli uomini, le donne, le famiglie e l’economia”.

Il padre o il secondo genitore equivalente, se riconosciuto dalla legislazione nazionale, avrà diritto ad almeno 10 giorni lavorativi di congedo di paternità retribuito nei giorni vicini alla nascita o al parto del feto morto. Tale congedo dovrà essere pagato ad un livello non inferiore all’indennità di malattia”, spiega il Parlamento europeo. È un congedo esattamente doppio rispetto a quello vigente oggi in Italia, dove per il padre sono previsti solo 5 giorni, più un giorno facoltativo previo accordo con la madre e in sua sostituzione.

I deputati hanno aggiunto due mesi di congedo parentale non trasferibile e retribuito: sarà un diritto individuale, in modo da creare le condizioni adeguate per una distribuzione più equilibrata delle responsabilità.

Gli Stati fisseranno un livello adeguato di retribuzione, o indennità, per il periodo minimo non trasferibile di congedo parentale. Ci saranno poi 5 giorni all’anno di congedo per i lavoratori che prestano assistenza personale a un parente o a una persona che vive nella stessa famiglia a causa di un grave motivo medico o infermità connesse all’età.

Le norme prevedono anche un lavoro più flessibili per quanti assistono figli disabili o malati o genitori soli. “I genitori e i prestatori di assistenza che lavorano potranno richiedere modalità di lavoro adattabili, ove possibile, ricorrendo al lavoro a distanza o a orari flessibili per poter svolgere le loro mansioni. Nell’esaminare tali richieste, i datori di lavoro potranno tener conto non solo delle proprie risorse, ma anche delle esigenze specifiche di un genitore di figli con disabilità, o una malattia di lunga durata, e dei genitori soli”.

La direttiva è stata approvata con 490 voti a favore, 82 contrari e 48 astensioni, entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Gli Stati avranno tre anni di tempo per rispettarla.

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