Farmaci antitumorali, Antitrust avvia istruttoria vs Novartis e Italfarmaco

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti delle società Novartis Farma e Italfarmaco per verificare l’esistenza di una possibile intesa restrittiva della concorrenza realizzata in occasione delle gare bandite da tre Regioni italiane per la fornitura di un farmaco per la cura di sindromi associate ad alcune tipologie di tumori. L’intesa, se accertata, potrebbe aver avuto effetti negativi sulla spesa farmaceutica.Gli elementi a disposizione dell’Autorità potrebbero fare supporre una possibile intesa illecita tra le due imprese alla luce di: 1) mancata partecipazione alle gare in via autonoma; 2) successivi tentativi di partecipazione alle stesse gare in raggruppamento temporaneo d’impresa; 3) offerta di prezzi esattamente uguali. Si tratta di comportamenti che potrebbero costituire elementi di un’unica strategia collusiva tra le due imprese, tesa ad evitare il confronto competitivo per la fornitura di octreotide nei dosaggi richiamati agli enti sanitari, con l’obiettivo di massimizzare i relativi profitti, sulla base di una ripartizione del mercato concordata a partire dalle rispettive quote storiche di mercato.

La ripartizione dell’offerta, se verificata, potrebbe avere avuto conseguenze negative sulla spesa per farmaci sostenuta dai diversi sistemi sanitari regionali: quando una gara va deserta, la fornitura di farmaci avviene infatti tramite contratti direttamente stipulati dai singoli enti con le imprese fornitrici a prezzi che non beneficiano degli sconti tipici delle gare che, al contrario, attraverso il confronto concorrenziale, consentono un più efficace perseguimento di risparmi di spesa anche grazie all’aggregazione della domanda.

“In caso di condanna, il ministero della Salute e le regioni coinvolte dovranno chiedere i danni alle due industrie, visto che un’eventuale intesa illecita, riducendo la concorrenza, non può non aver prodotto effetti negativi sulla spesa per farmaci sostenuta dal sistema sanitario e pagato, in ultima analisi, dai contribuenti italiani” ha commentato il Codacons che, in caso contrario, fa sapere che interverràa  tutela degli utenti.

 

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