Farmaci di notte: Codacons e Articolo32 fanno ricorso al Tar contro tariffa notturna

Ricorso al Tar del Lazio per annullare il decreto che ha aumentato le tariffe per la dispensazione dei farmaci in orario notturno nelle farmacie. L’iniziativa, che vuole contrastare un provvedimento ritenuto “sbagliato e lesivo dei diritti dei consumatori”, è stata portata avanti dalle associazioni Codacons e Articolo32 che hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento degli atti con cui il Ministero della salute ha aumentato le tariffe per l’acquisto dei farmaci nelle farmacie in orario notturno. Il supplemento a carico dei cittadini è stato portato da 3,87 euro a 7,50 euro e fino a 10 euro nelle farmacie rurali.

E’ quanto si legge sul sito del Codacons. “Un provvedimento del tutto sbagliato, lesivo dei diritti dei consumatori, che rappresenta un regalo alle farmacie e non tiene conto dell’aumento dei profitti per i farmacisti negli ultimi anni e dell’incremento del consumo di farmaci da parte dei cittadini”, dicono le due associazioni.

Un passo indietro per ricordare il provvedimento. La nuova tariffa nazionale, entrata in vigore a novembre e frutto di un adeguamento arrivato dopo oltre venti anni, prevede un aumento del diritto addizionale per il turno di notte da 3,87 euro a 7,50 euro. Se il farmaco è urgente, prescritto su ricetta della guardia medica o del medico su ricetta del SSN con carattere di urgenza, è il costo è a carico del Servizio sanitario nazionale. L’addizionale non è dovuta in caso di farmacie aperte in turno di notte ma si applica quando la farmacia è a “battenti chiusi”.

Fra le motivazioni del ricorso presentato dal Codacons e da Articolo32, viene contestato al provvedimento un “eccesso di potere per difetto di motivazione e violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità” e si sostiene, in pratica, che l’aumento non è proporzionato all’aumento dell’onorario professionale del farmacista. Secondo le due associazioni, poi, c’è un “difetto di motivazione e di istruttoria” e un “eccesso di potere per violazione del principio di trasparenza e irragionevolezza”. Per Codacons e Articolo32, “il decreto del Ministero della Sanità, oggetto di contestazione, ha aumentato gli importi dei diritti addizionali raddoppiandoli in modo automatico, senza indicare i criteri che hanno guidato tale scelta. Poiché un ordinamento tariffario dovrebbe essere trasparente e basato su criteri predefiniti, finalizzato a promuovere la concorrenza e la tutela dei consumatori e utenti, è evidente che il provvedimento in esame risulti censurabile, in quanto ha una motivazione insufficiente e priva pertanto il privato della legittima aspettativa a conoscere il contenuto e le ragioni giustificative del provvedimento che va ad incidere sulla sua sfera di interessi”.

Per le due associazioni, il provvedimento comporta poi una “una palese violazione dell’articolo 32 della Costituzione, sacrificando il diritto sancito ai meri interessi economici del farmacista. Nel caso di specie, invece, gli interessi economici, attraverso il decreto del 22 settembre 2017, vengono messi al di sopra del diritto alla salute di milioni di persone che viene intollerabilmente compromesso dall’aumento sproporzionato del prezzo dei medicinali acquistati durante l’orario notturno”. Il decreto viene poi contestato perché determinerebbe una disparità di trattamento fra i consumatori che ricorrono alle parafarmacie e alla GDO, cui non è chiesto il pagamento dei diritti addizionali.

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