Farmaci, Ministero Salute firma “delisting” di 220 medicinali di fascia C

Via libera dal Ministero della Salute a una lista di 220 farmaci che potranno essere venduti fuori dalle farmacie, nei corner della grande distribuzione e nelle parafarmacie. Il Ministro della Salute ha infatti firmato ieri il “delisting” di alcuni farmaci di fascia C, ovvero l’elenco dei farmaci che potranno essere venduti anche senza ricetta, dunque fuori dalle farmacie tradizionali.

Il decreto, spiega il Ministero, dà attuazione a quanto previsto dall’articolo 32 del decreto-legge “Salva-Italia” (n. 101/2011) sul regime di vendita dei medicinali appartenenti alla classe C, cioè a totale carico del cittadino. Il provvedimento, che è stato adottato a seguito delle valutazioni tecniche compiute dall’Agenzia italiana del farmaco, prende in considerazione tutti i medicinali di classe C finora vendibili soltanto dietro presentazione di ricetta medica. Il decreto, con gli elenchi integrali dei farmaci, verrà pubblicato nei prossimi giorni in Gazzetta Ufficiale e, contemporaneamente, sul sito del Ministero della Salute.

I farmaci che saranno portati fuori dalla farmacia e che potranno essere venduti senza ricetta negli esercizi commerciali previsti dal decreto Bersani del 2006 (parafarmacie e corner della grande distribuzione) sono presenti in una lista che contiene circa 220 confezioni di medicinali, con la specificazione del principio attivo e del marchio di fabbrica. Come informa il Ministero della Salute, “i cittadini potranno trovare, anche negli esercizi diversi dalle farmacie, medicinali finora riservati a queste ultime, fra cui prodotti di largo uso come antivirali per uso topico a base di aciclovir, antimicotici vaginali a base di econazolo, antimicotici locali a base di ciclopirox, prodotti per la circolazione, come i farmaci a base di diosmina, colliri antiallergici e antiinfiammatori per uso topico”.

Il decreto individua però anche i medicinali che dovranno continuare a essere venduti solo su ricetta medica, dunque solo in farmacia. Per questi, fra i quali rientrano gli iniettabili, gli anticoncezionali e gli antidepressivi, non cambierà nulla. Come spiega il Ministero della Salute, “la maggior parte di questi farmaci appartiene alle quattro categorie di medicinali per le quali è stato lo stesso decreto-legge ad escludere la possibilità del passaggio alla vendita senza ricetta: si tratta dei medicinali stupefacenti, degli iniettabili, dei medicinali del sistema endocrino e di tutti i medicinali per i quali è previsto il più rigoroso regime della vendita dietro presentazione di ricetta medica da rinnovare volta per volta”.  Una restrizione che, già al momento della sua presentazione, era stata interpretata come un freno alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, la richiesta originale fatta da associazioni di consumatori e sigle rappresentative delle parafarmacie.

5 Commenti a “Farmaci, Ministero Salute firma “delisting” di 220 medicinali di fascia C”

  1. giovanni ha detto:

    x Marco il farmacista che si è fatto da solo

    Ma cosa farnetichi, ti sei mai fatto un giro in una parafarmacia?????????

    Lì trovi un laureato come te che si è FATTO DA SOLO capace di dare consigli e medicine (quelle che purtroppo gli lasciano vendere) uguali a te che hai la farmacia. Se fosse tutto vero riguardo ai guadagni mi spieghi perchè una farmacia in paesi di 500 abitanti costa 600.000 euro?????
    La verità è una sola, i farmacisti sono una casta e tu che ne fai parte farnetichi dimenticando che lo stesso prodotto venduto in una parafarmacia da un farmacista come te può arrivare a costare il 30 % in meno, questo il vero vantaggio per i cittadini ma voi farmacisti “veri” non ammetterete mai.

  2. di carne ermenegildo ha detto:

    Come sempre siamo al salvataggio delle Lobbies per monti l’importante è far credere che sta facendo le riforme “cresci italia”
    per poterlo dire nei tolkshow televisivi e simili ma in sostanza ha fatto felici i farmacisti che potranno continuare a vendere tutto ciò che vogliono,anche le scarpe.I farmcisti sembrano delle piovre che vogliono mettere le mani su tutto infatti appena si entra in una farmacia cosa vediamo?gondole piene di scarpe,intimo,profumi cosmetica,prodotti paradietetici e via dicendo mi aspetto un bel dì di vedere un banco vendita di mortadella,formaggi olive ecc.in fondo anche mangiare è una terapia invasiva o no?

  3. anna ha detto:

    ancora una volta i signori del governo si sono abbassati i pantaloni di fronte alle solite lobby e ci hanno preso per i fondelli dandoci solo farmaci di fascia c che peraltro alcuni sono gia’ in vendita nelle parafarmacie. ma per piacere con chi credono di parlare questi professori le prese in giro non piacciono a nessuno tanto meno ad una categoria di onesti imprensditori come sono i titolari di parafarmacie che hanno investito i propri capitali per aprire una pafarmacia portando dentro tutte le speranze e la voglia di fare impresa e da non sottovalutare una laurea che e’ identica alla laurea del farmacista titolare di farmacia. spero che tutti i colleghi indignati raccolgano l’invito a non far passare questa vergogna, ma di andare tutti insieme dal ministro della salute e far valere le proprie ragioni

  4. marco ha detto:

    Ma ci risiamo con le putt…. di turno. Non bastano i commenti bipartisan dei principali quotidiani e i commenti di molti politici a riguardo di queste finte liberalizzazioni dedicate a taxi e farmacie che non azzeccano nulla con il pil, con il debito pubblico, con il disavanzo, con la disoccupazione, cn l’inflazione ,ecc ecc.
    Però si dedicano a questa strana entità denominata parafarmacia. Un topolino partorito dal Bersy per regalare una catena di simil farmacie alla moglie farmacista dipendente comunale che la farmacia non l’aveva.
    Ma voi vi fareste curare in un “paraospedale” che si limita alla medicazione ma non fa anestesie e inerventi, dove lavorano si medici ma privi di ogni esperienza che vada più in là di un unghia incarnita.
    Vi fareste curare da un paradentista che vi fa si un otturazione, ma non può estrarre un dente o fare un impianto.
    Cosa sono queste “parafarmacie” ? il solito sistema all’italiana per aggirare la pianta organica e la titolarietà.
    Se servivano altre farmacie per coprire alcune zone scoperte o per creare concorrenza ( vi immaginate 3 tavor al prezzo di due con gli ospedali intasati di nuovi tossicodipendenti del sedativo ?) si facevano nuovi concorsi, come saranno fatti.
    A proposito di nuovi concorsi e di parafarmacisti sfigati (così si definiscono) lo sapete che avranno gli stessi titoli di un farmacista rurale che si fa un c… così con turni notturni e medicazioni, informazioni, gestioni dei preventivi ASL, stupefacenti, ordini di ossigeno in orari allucinanti, consegne di veterinari in cascine sperdute col fuoristrada, controlli di ricette, giornate soli come un cane perchè nevica, ecc.
    E lo equiparano a un parafarmacista che non ha esperienza alcuna se non quella fornita dall’università ( dio me ne scampi !!!) e dal commercio di 4 aspirine, 2 moment al prezzo di 1 e pannolini per bimbi conditi di schfezze dermatologiche inventate dalla coop di turno.
    Vergogna, vergogna, vergogna.
    basta con frasi fatte e luoghi comuni.
    Il reddito di un titolare di farmacia media ( non certo quella rurale di cui parlavo prima, che sarà la metà) , fonti ansa e agenzia delle entrate di un mese fa e di 93.000 euro annui.
    meno le tasse fanno 50.000.
    Meno i contributi pensione farmacisti e iscrizioni albo fanno
    45.000.
    Diviso 14 mensilità fanno 3200 euro mensili.
    Me quale imprenditore guadagna così poco con un rischio di impresa da milioni di euro !!!
    Dove sono i farmacisti milionari ?
    Basta con le balle.
    Firmato un farmacista che si è fatto da solo, studiato la sera e comprato la farmacia a suon di debiti.

  5. ParafarmaciaNews ha detto:

    Le “liberalizzazioni gattoparde”: solo il 7% della totalità della fascia C sarà liberalizzata.

    Continua la telenovela delle finte liberalizzazioni. La MONTI-agna del Salva Italia ha partorito il topolino delle liberalizzazioni a chiacchiere. Di cosa stiamo parlando? di 220 confezioni (che non vuol dire 220 principi attivi , molte sono delle copie infatti ) su circa 3000 prodotti di fascia C cioè circa il 7 % della totalità dei farmaci di fascia C.
    Si tratta di una “gattopardata” che il governo tecnico e i proprietari di farmacia hanno sostenuto con una miopia sconfinata e che nel Cresci Italia ha generato poi l’abbassamento de quorum a 3300 scontantando farmacie e parafarmacie con lo stesso provvedimento.
    Bella trovata…i concorsi per le nuove farmacie si faranno solo tra un anno…risultato? Le nuove farmacie saranno vinte dai soliti noti… da chi è già nel giro dei proprietari….Catricalà ha avvallato proprio questa politica.
    Mentre la vera liberalizzazione era continuare con le “lenzuolate Bersaniane” che con il farmacista in parafarmacia avrebbero creato la vera concorrenza e un vero vantaggio per i cittadini come per i farmaci OT C erano la vera risoluzione…quelle che avrebbero generaro gli sconti e i vanataggi per i cittadini.