Farmacisti italiani, MNLF invia rapporto a Bruxelles

“Everything changes because nothing changes” (Tutto cambi perché nulla cambi): è la famosa frase del Gattopardo che il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ha utilizzato come apertura del suo rapporto sulla situazione delle farmacie in Italia, inviato nel giorni scorsi a Bruxelles. In breve il rapporto spiega come le riforme sulla distribuzione delle farmacie messe in campo dal Governo Monti siano state boicottate e portate al fallimento.

Il rapporto, inviato al Presidente della Commissione Europea JOSE’  MANUEL BARROSO e ai Commissari JOAQUIN ALMUNIA (Concorrenza), MICHEL BARNIER (Mercato interno) e OLLI REHN (Affari economici e monetari), denuncia il tentativo di far fallire anche l’unica liberalizzazione che abbia portato risultati concreti, quella della legge Bersani sui farmaci d’automedicazione, con condizioni economiche imposte alle parafarmacie in grado di provocare la loro chiusura.

“Malgrado vari organismi internazionali” si legge nel rapporto ” durante la fase più acuta della crisi economica, avessero consigliato all’Italia di aprire i mercati bloccati,  tutto è rimasto sostanzialmente fermo. L’indice è puntato sull’influenza che lobby e corporazioni hanno sulla politica italiana, sulla loro capacità di piegare ai propri interessi provvedimenti legislativi nati per tutelare tutti i cittadini. Un esempio per tutti la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, quelli con obbligo di ricetta che i cittadini pagano direttamente: la proposta di liberalizzazione partita dal Governo Monti viene cancellata totalmente dal Parlamento.

La situazione dei farmacisti italiani è senza alcun avvenire: salari tra i più bassi in Europa e nessuna prospettiva di carriera e libera professione. Il concorso, continua il MNLF, che doveva portare all’apertura di 5000 nuove farmacie, è stato condotto su un binario morto dall’intervento dei titolari di farmacia e dopo 18 mesi dall’approvazione della legge nessuna nuova farmacia è stata aperta. Inoltre, grazie al potere corporativo locale, molte nuove sedi sono state individuate in luoghi scarsamente abitati ove sarà impossibile aprire con il risultato finale che sarà un successo se verranno aperte 1500 farmacie, ovvero meno del 10% di quelle esistenti.

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti chiede l’intervento della Commissione Europea nei confronti del Governo italiano perché attui una seria politica di riforme del settore.

Un commento a “Farmacisti italiani, MNLF invia rapporto a Bruxelles”

  1. bruno bianco ha detto:

    La riforma è nata per favorire i forti e furbi non i deboli. L’apertura di nuove farmacie nelle città dove già ce ne sono tante e che fruttano e non nei comuni che ne hanno realmente bisogno di una o una seconda farmacia almeno per effettuare i turni. In una società civile non si verifica che in un comune di 3000 abitanti, un cittadino malato debba recarsi in un altro comune per acquistare un medicinale. La riforma è stata fatta sotto la spinta di lobby e deve essere rifatta guardando al debole senza mezzi termini.