Fatturazione mensile, Consumatori vs Sky: informazioni poco chiare e carenti

Nel ritorno alla fatturazione mensile Sky Italia non avrebbe informato correttamente i propri clienti. Perché se è vero che il costo dell’abbonamento annuale non cambierà, è anche vero che in precedenza, con la fatturazione a 28 giorni, l’azienda aveva ritoccato i prezzi al rialzo dell’8,6%. E dove sta l’informazione sul diritto di recesso? La denuncia viene dalle associazioni dei consumatori, che si stanno rivolgendo all’Antitrust e all’Agcom.

L’Unione Nazionale Consumatori ha presentato un esposto all’Antitrust nei confronti di Sky. La mossa segue la diffida inviata qualche giorno fa in cui l’associazione chiedeva all’azienda di non aumentare il costo dell’abbonamento nel momento in cui dovrà tornare, come previsto dalla legge n. 172/2017, alla fatturazione mensile. L’effetto “sanante” della legge, argomenta l’associazione, viene rispettato solo ripristinando la fatturazione con cadenza mensile e senza aumentare le tariffe.

Questo non emerge con chiarezza dalle informazioni date dall’azienda ai consumatori. Si legge infatti nell’informativa di Sky agli utenti: “Come previsto dalla legge 172/2017, dal 1° aprile 2018 la fatturazione del tuo abbonamento annuale SKY avrà cadenza mensile, quindi non più ogni quattro settimane. Il costo del tuo abbonamento annuale non cambierà, rimanendo uguale a quello applicato dal 1° ottobre 2017”. Prosegue Sky: “Il costo del tuo abbonamento annuale non cambia perché dal 1 aprile l’importo di ciascuna fattura mensile sarà calcolato mantenendo fisso l’attuale costo dell’abbonamento annuale e dividendo tale importo per dodici mensilità, con eventuale arrotondamento dell’importo per difetto”.

Per l’UNC l’azienda non avrebbe informato correttamente e adeguatamente i clienti: “Anche Sky, infatti, nel comunicare la variazione contrattuale, fa presupporre che nulla cambia per il consumatore e che si tratta di un semplice ritocco tecnico legata ad una modifica della legge”.

L’intento di giustificare il rialzo dell’abbonamento come la conseguenza di un adempimento imposto dalla legge non solo non rispetta l’effetto sanante della norma e l’obiettivo che si prefiggeva, ma finisce per limitare l’esercizio del diritto di recesso, dato che i consumatori potrebbero erroneamente ritenere che l’aumento sia dovuto alla legge – spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Insomma, perché recedere se il rincaro non è frutto di una decisione aziendale ma la diretta conseguenza di una norma”. Da qui la richiesta all’Antitrust “di accertare la legittimità della condotta di Sky alla luce della normativa in materia di pratiche commerciali scorrette”.

Altro problema è quello del diritto di recesso. L’Adoc denuncia che nella comunicazione inviata da Sky ai clienti sul passaggio alla fatturazione mensile è assente la comunicazione della possibilità, per il consumatore, di esercitare il diritto di recesso. Per questo l’Adoc ha richiesto alle Authority Antitrust e Agcom di fare chiarezza in merito. “Il messaggio inviati da Sky ai propri clienti, a nostro avviso, non evidenzia in modo trasparente e chiaro i presupposti e i termini delle nuove condizioni contrattuali – dichiara Roberto Tascini, presidente dell’Adoc – inoltre nel messaggio è assente ogni informazione relativa al diritto di recesso senza penali né costi di disattivazione, nonostante l’azienda sia obbligata a segnalarlo ai sensi dell’art.70, comma 4, del Codice delle Comunicazioni elettroniche, trattandosi di modifica unilaterale del contratto. In base alle segnalazioni ricevute, infine, ci risulta che le modalità di comunicazione siano fortemente carenti, in quanto i clienti non sono stati avvisati né via sms né via email. Pertanto abbiamo chiesto sia all’Antitrust che all’Agcom di verificare la correttezza delle modalità di invio e del contenuto del messaggio, auspicando che pongano tempestivo rimedio a questi comportamenti potenzialmente lesivi dei diritti dei consumatori, che devono poter compiere le loro scelte con consapevolezza”.

 

Notizia pubblicata il 07/02/2018 ore 17.12

Un commento a “Fatturazione mensile, Consumatori vs Sky: informazioni poco chiare e carenti”

  1. Luciano pellegrini ha detto:

    In tutto questo casino DI AUMENTI più o meno nascosti, pago L’ABBONAMENTO DEL TELEFONO FISSO A WIND/INFOSTRADA – Abbonamento All Inclusive Unlimited dal 19/11/17 al 13/01/18 – Periodo di fatturazione
    19/11/2017 – 13/01/2018 – PER SETTE SETTIMANE! Il costo dell’abbonamento però NON E’ DIMINUITO! CIO’ SIGNIFICA CHE IN UN ANNO PAGO SETTE BOLLETTE! CACCHIO… E NESSUNO PARLA?

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