Finanziamento partiti, MDC ritorna a chiedere chiarezza

Prima c’era Luigi Lusi (ex Margherita). Oggi è la volta di Francesco Belsito (Lega Nord) a dimostrazione del fatto che certe ‘abitudini’ non hanno colore politico. E’ di questa mattina, infatti, la notizia che vuole indagato il tesoriere della Lega per appropriazione indebita, finanziamento illecito ai partiti e truffa ai danni dello Stato in relazione ai finanziamenti pubblici che il suo partito percepisce come rimborsi elettorali. Il Movimento Difesa del Cittadino chiede chiarezza, come nel caso Lusi. “Si tratta dell’ennesima truffa per i rimborsi elettorali, truffa, ci teniamo a sottolinearlo, ai danni dello Stato ma soprattutto dei cittadini contribuenti. Questa volta a essere indagato è il tesoriere della Lega, Francesco Belsito, mentre è ancora viva la polemica del caso Lusi, esponente della Margherita. Lo sfruttamento di denaro per interessi e acquisti di natura esclusivamente privata, non può essere che un atto condannabile e ci aspettiamo che le indagini riportino nelle casse dello Stato i fondi rubati sotto la falsa forma di finanziamenti pubblici”.

Questo il commento del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) che ha utilizzato gli stessi toni quando al centro del ciclone c’era Lusi: “Nei giorni scorso abbiamo inviato una diffida ai Presidenti delle due Camere proprio per sollecitare la restituzione del denaro preso illegittimamente dalla Margherita che solo per il 2007 è pari a oltre 25 milioni di euro, ma non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta dalle Camere”.

Par condicio, dunque, anche quando l’Associazione chiede – con fermezza – che quanto è accaduto non resti un mero fatto interno ai partiti e chiediamo chiarezza. “Se la nostra richiesta dovesse restare ancora inascoltata, saremo costretti a ricorrere alle vie della giustizia amministrativa, ci batteremo perché questi finanziamenti impiegati in modo illecito tornino nel bilancio dello Stato” si legge nella nota.

 L’Associazione fa sapere anche di aver inviato una nuova diffida alle Camera per chiedere, questa volta, ” il blocco totale dell’erogazione dei fondi pubblici ai partiti politici. La legge n. 157 del 1999 sul finanziamento ai partiti impone all’articolo 1 comma 8 ai Presidenti delle Camere di sospendere le erogazioni in corso anche per mere incompletezze formali“.

“Si tratta di regole che si applicano ad ogni soggetto dell’ordinamento che riceva pubblici finanziamenti – evidenzia l’avvocato Gianluigi Pellegrino – Si tratta infatti di necessaria autotutela dello Stato della sua funzione e delle sue risorse. Per questo anche la legge su finanziamento ai partiti, per porosa che sia, impone l’immediato intervento dei Presidenti delle Camere che siamo sicuri non potranno rimanere inerti. Basterebbe domandarsi se la Margherita o la Lega avessero detto prima che intendevano usare i finanziamenti per arricchimenti personali, i Presidenti li avrebbero erogati? Sicuramente no. Ed allora si comprende perché oggi la legge impone loro un necessario intervento in autotutela”.  

 

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