Fonsai, nuove ipotesi di reato: Movimento Consumatori incontra Procura di Torino

Importanti novità nella vicenda Fonsai: il Movimento Consumatori, che ha presentato di recente un esposto alla Procura di Torino per indagare sul reato di falso in prospetto, ha incontrato oggi i procuratori che coordinano le indagini. Dall’incontro sono emerse nuove ipotesi di reato, in primis quello di infedeltà patrimoniale, per cui è necessaria la querela di parte: per anni alcuni amministratori di Fondiaria Sai avrebbero depauperato il patrimonio della compagnia. L’Associazione dei consumatori invita quindi gli azionisti a presentare una denuncia-querela per arrivare il prima possibile al rinvio a giudizio dei soggetti responsabili e aprire la strada ai risarcimenti sia in sede civile che penale. 

“A seguito dell’incontro  – spiega Paolo Fiorio, responsabile dell’Osservatorio Credito & Risparmio del Movimento Consumatori – la Procura della Repubblica ha consegnato all’associazione importanti documenti dai quali emergono in maniera più specifica e con chiarezza gli estremi di nuove ipotesi di reato punibili a querela di parte. Si tratta di comportamenti che alcuni amministratori di Fondiaria Sai hanno tenuto per anni depauperando, in evidente situazione di conflitto di interessi, il patrimonio della compagnia. Sono reati gravissimi che contribuiscono ulteriormente a chiarire le motivazioni per le quali per anni sono state sottostimate le riserve della compagnia”.

Secondo il Movimento Consumatori è importante consentire alla Procura della Repubblica di Torino di indagare anche sull’ipotesi di reato di infedeltà patrimoniale e possono essere gli azionisti stessi a presentare una denuncia-querela, rivolgendosi alle sedi territoriali dell’Associazione o scrivendo a fonsai@movimentoconsumatori.it per ricevere il testo da depositare presso la Procura della Repubblica di Torino. Movimento Consumatori confida che le indagini in corso possano portare il prima possibile al rinvio a giudizio dei soggetti responsabili e aprire la strada ai risarcimenti sia in sede civile sia in sede penale.

Si ricorda che ad ottobre scorso le Procure di Milano e Torino hanno dato il via ad una maxi inchiesta sul caso della fusione Unipol–Fonsai per le condotte di aggiotaggio, falso in bilancio ed ostacolo agli organi di vigilanza che coinvolgono la compagnia assicurativa Fondiaria Sai, anche attraverso la Holding Premafin, parte delle cui azioni sono già state oggetto di sequestro cautelare. I fatti risalgono a luglio scorso quando, in occasione della fusione Unipol-Fondiaria Sai, è partito uno “strano” aumento di capitale di Unipol di Fondiaria Sai, ciascuno di 1,1 miliardi di euro. Questa operazione ha portato grosse perdite ai piccoli azionisti che si sono visti costretti ad acquistare altre azioni, sborsando molti più soldi, oppure, rinunciando all’aumento di capitale si sono visti ridurre di molto l’investimento fatto.

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